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Decreto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti

Libri liturgici: edizione traduzione e adattamento

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22 ottobre 2021

Con il motu proprio Magnum Principium del 3 settembre 2017 Papa Francesco ha mutato i §§ 2 e 3 del can. 838 del Codice di Diritto Canonico, disponendo che di conseguenza fossero «da interpretare sia l’art. 64 § 3 della Costituzione Apostolica Pastor Bonus sia le altre leggi, in particolare quelle contenute nei libri liturgici, circa le loro versioni». Nel contempo chiedeva alla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti di provvedere all’adeguamento di quanto fosse necessario per dare corso alla nuova disciplina.

Con il decreto Postquam Summus Pontifex la citata Congregazione dà dunque attuazione a queste disposizioni, al fine di chiarire e determinare la normativa in materia di edizione, recognitio e confirmatio dei libri liturgici, operazioni che implicano sia le Conferenze episcopali sia la Sede apostolica, istanze in dialogo tra loro, secondo le proprie competenze. L’obiettivo di tale dialogo è la comunione ecclesiale che trova espressione nella lex orandi. In questa luce, per quanto attiene al Rito romano, il documento della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti indica e descrive i criteri che regolano e custodiscono tale comunione, ricordando i principi e tracciando linee guida dei processi che sono implicati.

Il pronunciamento, che ha la forma del decreto generale esecutivo, si compone di due parti, introdotte da un Proemio. La prima parte, intitolata Norme e procedure, di andamento descrittivo, vuole richiamare, interpretare ed emendare norme e procedure circa l’edizione dei libri liturgici nelle varie lingue, implicante sia la traduzione dei testi tipici latini sia il loro adattamento, che è di duplice segno, ossia contemplato negli stessi libri oppure «più profondo» (cfr. Sacrosanctum Concilium, 40), poiché va al di là delle edizioni tipiche latine.

Sono considerate, anzitutto, le responsabilità e le competenze delle Conferenze episcopali, alle quali spetta di valutare ed approvare gli adattamenti liturgici per il territorio di loro pertinenza, come di preparare ed approvare le versioni dei testi liturgici. Si richiamano così le diverse questioni concernenti la lingua da adottare nella liturgia, il complesso processo di traduzione dei testi, la redazione del libro liturgico e la sua approvazione, la richiesta della confirmatio e della recognitio alla Sede apostolica ed, infine, la pubblicazione del libro.

Vengono quindi descritte le responsabilità e le competenze della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti in materia di edizione dei libri liturgici nelle lingue vernacole. Ad essa spetta di rivedere (recognoscere) gli adattamenti approvati dalle Conferenze episcopali e di confermare (confirmare) le versioni dei testi, debitamente approvate dalle medesime Conferenze. Per questo ambito specifico si trova pertanto una descrizione della “recognitio” (n. 42) e della “confirmatio” (n. 45), con quanto esse comportano ed esigono; ad esempio si ricorda che la confirmatio della versione delle formule sacramentali è concessa dopo l’approvazione del Santo Padre.

Come è noto, vi sono anche dei testi liturgici particolari riguardanti le singole diocesi e gli istituti religiosi. In analogia a quanto disposto nel can. 838, trattandosi di materia connessa con i libri liturgici, ai nn. 50-55 si espone il quadro normativo anche per i Propri.

La seconda parte del decreto è di carattere dispositivo. Si indicano le “variationes” da introdurre nelle edizioni dei libri liturgici. Come a seguito della pubblicazione del Codice di Diritto Canonico nel 1983, la Congregazione per il culto divino pubblicò alcune variazioni che interessavano la disciplina contenuta nei libri liturgici, così ora, alla luce della modifica compiuta da Papa Francesco del can. 838, vengono rese note le modifiche di adeguamento circa la recognitio e la confirmatio dei libri liturgici. Tali variazioni riguardano alcuni numeri dell’Institutio generalis Missalis Romani come dei Praenotanda dell’Ordo lectionum Missae e di altri Ordines del Pontificale e del Rituale Romano.

Come ricordato nel Proemio del decreto, l’intento del documento è di rispondere al desiderio del Papa che, in Magnum Principium, auspicava che la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti «aiuti le Conferenze Episcopali ad espletare il loro compito e si adoperi per promuovere sempre di più la vita liturgica della Chiesa Latina».

di Arthur Roche
Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti

Decreto della Congregazione