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Le Francescane ancelle di Maria in Indonesia

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21 ottobre 2021

Le Francescane ancelle di Maria nascono nel 1744 per la risposta generosa di tre ragazze — Annamaria e Apollonia Tani, che erano sorelle, e Caterina Benelli — in un piccolo paesino dell’appennino tosco emiliano, a Firenzuola, in provincia di Firenze.

La notte del 16 luglio 1744, festa della Beata Vergine del Monte Carmelo, alle tre fondatrici parve che Maria Santissima, sorridente nella notte apparisse in visione e, piena di una grande benignità, dicesse loro accarezzandole: «Andate al mio oratorio di Acquadalto, mi sono scelta quel luogo dove è profumo di bianche rose silvestri e dove mormorano le acque e cantano gli uccelli. Andate, o mie Ancelle, e quivi tra i bianchi roseti fermatevi e fabbricatevi il luogo di pace che desiderate».

Le fondatrici, di cui non sappiano molto, hanno avuto il coraggio di rispondere: si recarono prontamente presso il luogo indicato dalla Vergine e nel Santuario dedicato a Santa Maria della Neve cominciarono la loro vita comunitaria in povertà, semplicità e preghiera.

Sotto lo sguardo materno di Maria crebbero di numero e impararono da Lei ad essere le sue Ancelle. Ben presto si sono aggiunte altre giovani che si sono dedicate alla cura di questo luogo e all’accoglienza dei pellegrini.

Dopo alcuni anni, nel 1760, ci fu l’incontro con il padre Bernardino di Monte alle Croci, dei Frati minori, che dette al primo gruppo di ragazze le regole per vivere in quel Ritiro e le vestì dell’abito religioso francescano; in seguito esse si dedicarono all’educazione delle ragazze del popolo.

Questo oratorio di Santa Maria della Neve nel 1932 venne riconosciuto come santuario e rimane la culla della nostra congregazione, che da sempre unisce la preghiera, lo spirito di contemplazione, all’apostolato, all’educazione, in particolare delle ragazze, al servizio ai poveri e all’animazione spirituale. Questo invito di Maria «Andate, o mie Ancelle» è risuonato più volte nella nostra storia.

In particolare un passaggio importante è stato all’inizio del ’900, quando anche noi abbiamo partecipato al rinnovamento, al fiorire della vita religiosa, all’apertura all’apostolato e, con il sostegno del cardinale Alfonso Maria Mistrangelo, arcivescovo di Firenze (1899-1930), ci siamo rese disponibili in varie comunità in Italia, soprattutto nel centro nord.

In maniera però ancora più forte questo «Andate» si è espresso nel desiderio di aprirsi alla missione anche fuori dell’Italia e si è realizzato prima di tutto con l’accoglienza di alcune ragazze provenienti da Colombia e Indonesia, che hanno fatto il loro cammino di formazione all’interno della congregazione qui in Italia e dopo ciò è stato possibile aprire delle comunità in questi Paesi. Concretamente, nel 2010 il vescovo di Atambua, monsignor Dominikus Saku, ci ha invitato nella sua diocesi, nell’isola di Timor, in Indonesia, per occuparci di due convitti che ospitano circa un centinaio di ragazze, provenienti soprattutto dalle campagne, dando loro la possibilità di frequentare le scuole superiori. Queste ragazze, appunto, sono ospiti di questi convitti, effettivamente adesso in una situazione precaria, in cattivo stato, e speriamo a breve di poter offrire loro anche un ambiente più sano e più consono per la loro crescita.

Le ragazze vengono seguite dalle suore per il loro percorso di studi, ma anche dal punto di vista della loro crescita umana e spirituale in un momento cruciale per la loro vita, che è quello dell’adolescenza. Nello spazio affidatoci dal vescovo, che abbiamo subito voluto mettere sotto la protezione di Santa Maria della Neve, dopo la ristrutturazione e la costruzione di alcuni ambienti per la vita comunitaria, abbiamo sentito il desiderio che ci fosse una cappella. Un luogo di culto al centro del nostro villaggio che potesse essere segno della presenza del Signore e di Maria al centro della nostra vita e del nostro apostolato. Malgrado i poveri mezzi a disposizione, abbiamo iniziato a progettare questa cappella e ci siamo rivolte anche alla Pontificia Opera della propagazione della fede, che ha risposto al nostro appello e ci ha sostenute in maniera determinante per la costruzione.

In questi anni l’edificio di culto è stato il luogo di preghiera e di passaggio di alcune nostre sorelle alla vita consacrata; luogo dove si sono svolti matrimoni, battesimi, attività con le ragazze del convitto e la preparazione ai sacramenti.

Nella terra di Atambua siamo presenti, come in altri luoghi che Maria si è scelta, nei quali vogliamo essere sue ancelle, coinvolte per essere nella Chiesa, per la Chiesa, e portare la pace come Lei ci ha chiesto nel messaggio alle fondatrici, così da essere costruttrici di pace come diceva san Francesco d’Assisi, il cui augurio era: «Il Signore vi dia pace».

di Alessandra Dalpozzo