· Città del Vaticano ·

Due emblematici casi in Siria e Afghanistan

Diritto all’istruzione negato da guerre e violenze

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21 ottobre 2021

La scuola e il diritto allo studio sono i pilastri fondamentali su cui basare il futuro. Ma milioni di bambini nel mondo si vedono negato il diritto all’istruzione, soprattutto nei Paesi dove la guerra ha preso ormai ogni spazio di vita delle popolazioni.

Emblematiche le ultime notizie che provengono da due fronti “caldi” del panorama internazionale di guerra e di violenza: la Siria e l’Afghanistan.

Tre bambini e un’insegnante sono rimasti uccisi ieri mentre si recavano a scuola ad Ariha, nella Siria nord-occidentale, a causa di una serie di attacchi aerei nel governatorato di Idlib. Lo denunciano le organizzazioni umanitarie che, tra enormi difficoltà, operano nel martoriato Paese.

Il bombardamento ha interessato una zona di Ariha dove si trovano diversi complessi scolastici. I tre bambini e l’insegnante sono stati colpiti in strada. Tutte le lezioni nelle scuole della zona sono state sospese fino a nuovo ordine. Gli studenti che erano già in classe sono stati fatti sgomberare, mentre a tutti gli altri bambini e insegnanti è stato detto di rimanere a casa.

In Afghanistan, invece, c’è da segnalare il gesto di solidarietà di molti studenti liceali nei confronti delle loro compagne di classe, alle quali i talebani negano di recarsi in aula. Nei giorni scorsi, i talebani hanno affermato che le ragazze potranno presto tornare a scuola e all’Università, ma non hanno confermato quando. Nell’attesa, numerosi ragazzi hanno fatto sapere che non andranno in aula. Un messaggio molto importante di chi ha scelto, pur nelle difficoltà, di sostenere le compagne.

Già prima che i talebani prendessero il controllo dell’Afghanistan, lo scorso 15 agosto, il sistema educativo del Paese era l’ottavo più a rischio al mondo. Gli ultimi dati evidenziano come ben 3,7 milioni di minori sono fuori dalla scuola, di cui almeno il 60 per cento sono ragazze.

Negli ultimi anni il progresso scolastico afghano è stato enorme: se nel 2001 gli studenti iscritti a scuola erano solo 900.000, tutti maschi, nel 2020 erano aumentati a 9,5 milioni, con il 39 per cento di ragazze. Ma ora?

di Francesco Citterich