· Città del Vaticano ·

Per promuovere la conoscenza la comprensione e il rispetto reciproci

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18 ottobre 2021

Promuovere la mutua comprensione, il rispetto e la collaborazione fra i cattolici e i seguaci di altre tradizioni religiose; incoraggiare lo studio delle religioni; formare persone votate al dialogo: queste le tre finalità che, in adesione allo spirito del concilio Vaticano ii — in particolare della dichiarazione Nostra aetate — nella domenica di Pentecoste del 1964 Paolo vi assegnò all’istituendo Segretariato per i non cristiani. Divenuto nel 1988 Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso (Pcdi), esso — come riporta il sito del dicastero www.pcinterreligious.org — è impostato su un sistema di duplice comunicazione che implica il parlare e l’ascoltare, il dare e il ricevere, per il mutuo sviluppo e arricchimento. Dunque un dialogo che è testimonianza della propria fede ma, al contempo, apertura verso quella degli altri; non un tradimento della missione della Chiesa e neppure un nuovo metodo di conversione alla cristianità.

Questa impostazione è stata chiaramente definita nella lettera enciclica Redemptoris missio (1990) di Giovanni Paolo ii . Al tempo stesso, si ritrova in due documenti del dicastero: L’atteggiamento della Chiesa Cattolica di fronte ai seguaci di altre religioni, riflessioni e orientamenti di Dialogo e Missione, del 1984, e Dialogo e Annuncio, di cui ricorre il trentennale, essendo stato pubblicato nel 1991 congiuntamente con la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.

Sebbene il Pcdi sia l’ufficio centrale per il dialogo nella Chiesa cattolica, la sua attività è condotta principalmente mediante le Chiese locali, attraverso commissioni a livello regionale e nazionale.

Va precisato, comunque, che il dicastero limita la propria opera nell’ambito delle questioni religiose, con una competenza che non si estende alle tematiche socio-politiche.

Composto da una trentina di membri tra cardinali e vescovi, provenienti da differenti parti del mondo, che ogni due o tre anni si riuniscono in assemblea plenaria, si avvale dei consigli di una cinquantina di consultori e di un «corpo esecutivo» costituito dal personale permanente in Roma: il presidente, il segretario, il sotto-segretario, gli officiali per l’islam, per l’Africa, per l’Asia, quello per i nuovi movimenti religiosi, e altri assistenti amministrativi e tecnici.

Tra le attività svolte vi è l’accoglienza dei rappresentanti del mondo religioso che giungono a Roma; da parte loro, il presidente e il segretario effettuano visite presso le Chiese locali, incontrando i rappresentanti di altre religioni e varie istituzioni al fine di favorire la conoscenza e la collaborazione reciproche.

Inoltre il Pdci organizza riunioni o prende parte agli incontri promossi da altri enti, partecipando a iniziative che possono essere bilaterali o multilaterali.

Oltre a libri e opuscoli riguardanti i differenti aspetti del dialogo interreligioso, il dicastero pubblica gli atti dei convegni organizzati e, dal 1995, l’Interreligious Dialogue Directory, elenco di organismi impegnati su questo fronte, e tre volte l’anno il Bollettino «Pro Dialogo».

Nel Pcdi esiste una speciale Commissione per le relazioni con i musulmani, che si occupa di studiare i vari aspetti dei rapporti con il mondo islamico. Inoltre esso ha istituito la Fondazione Nostra aetate, che assegna borse di studio a giovani di altre religioni interessati all’approfondimento della conoscenza del cristianesimo.