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Libano Scontri a fuoco a Beirut

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15 ottobre 2021

Pesanti scontri a fuoco sono esplosi ieri a Beirut nel quartiere Tayouneh. Il bilancio diffuso dai media parla di sette morti e trenta feriti. «Ciò che è successo sarà oggetto di una indagine delle forze di sicurezza e della magistratura e seguirò personalmente il caso» ha dichiarato il presidente libanese Michel Aoun. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha esortato tutte le parti coinvolte negli scontri «a mettere fine alla violenza e a evitare azioni provocatorie o retorica incendiaria».

La dinamica dei fatti è ancora poco chiara. Durante una manifestazione di protesta a Tayouneh indetta dai partiti sciiti Amal ed Hezbollah contro il magistrato inquirente che guida l’inchiesta sull'esplosione nel porto di Beirut sono stati sparati alcuni colpi di arma da fuoco da palazzi circostanti. In pochi minuti è esplosa la guerriglia urbana. Panico tra i civili e gli alunni nelle scuole, rimasti bloccati nel fuoco incrociato. Dopo alcune ore la calma è stata ristabilita grazie all’intervento dell’esercito dispiegato in forze. La zona è stata isolata.

Le formazioni sciite hanno accusato apertamente il partito cristiano maronita delle Forze libanesi (Fl) di aver aperto il fuoco sulla manifestazione. Fl ha risposto duramente, negando «totalmente e completamente» le accuse.

Per il leader di Fl, Samir Geagea, la presenza di «armi illegali» è la causa principale degli scontri.