· Città del Vaticano ·

Il 16 ottobre la Giornata delle catacombe

Alla scoperta dei simboli cristiani dell’antichità

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14 ottobre 2021

Potrebbero essere definiti “i tweet dell’antichità”: messaggi essenziali ma densi di significato, carichi di un appello per i vivi che visitano i cimiteri, dove i credenti “dormono” in attesa della risurrezione. Sono i simboli presenti accanto alle sepolture delle prime comunità, che raccontano e annunciano la speranza cristiana, la visione del mondo e della vita che scaturisce dal mistero pasquale di Cristo, ai quali la Pontificia Commissione di archeologia sacra (Pcas) invita a guardare in occasione della prossima Giornata delle catacombe, che si celebra il 16 ottobre.

Giunta alla nona edizione, l’iniziativa è organizzata sia come appuntamento digitale sia come manifestazione da vivere in presenza, attraverso la proposta di una serie di itinerari alla scoperta del mondo dei simboli cristiani dell’antichità: dal monogramma di Cristo alla croce con le lettere apocalittiche alfa e omega; dal pesce all’agnello, all’ancora, al pavone, alla fenice, alla colomba col ramoscello di ulivo nel becco; dall’orante al Buon Pastore; dalla nave al faro, alle ceste con i pani.

Sabato 16 ottobre la Giornata si svilupperà esclusivamente a Roma, mentre domenica 17 interesserà alcune catacombe del Lazio. Per le visite, sempre gratuite, è necessaria la prenotazione; inoltre bisogna essere muniti di green pass e mascherina. Sono previsti laboratori didattici, pure per bambini; e visite guidate, anche nella lingua dei segni.

Momento culminante sarà la celebrazione eucaristica domenicale presieduta in serata, alle 19, dal cardinale Gianfranco Ravasi nella parrocchia romana di Sant’Agnese.

Le informazioni e il programma sono sui siti internet www.giornatadellecatacombe.it e www.catacombeditalia.va.

«Il pellegrino o il visitatore — spiega in un comunicato la Pcas — che percorre le gallerie e i meandri delle catacombe, che si sofferma ad ammirare i cubicoli o le tombe affrescate e decorate, viene attratto, oltre che dalle suggestive rappresentazioni di scene bibliche o di vita quotidiana, da un vero e proprio mondo di simboli, a volte dipinti a volte graffiti o incisi sulla pietra. Di alcuni di loro è noto il significato, altri appaiono più misteriosi e difficili da decifrare, ma tutti rimandano a un linguaggio essenziale, utilizzato dalle prime generazioni cristiane per affermare la propria fede e connotare cristianamente le tombe dei propri cari o dei primi testimoni della fede, i martiri».