· Città del Vaticano ·

Intervento di monsignor Chica Arellano a un seminario di studio

Sistemi alimentari resilienti, inclusivi e sostenibili

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13 ottobre 2021

Roma , 13. L’attuale sistema di produzione alimentare globale è inadeguato nella sfida alla sicurezza alimentare e climatica. L’avvertimento è stato lanciato dal Rapporto State of Food Security and Nutrition in the World 2021. Rispetto al 2019, nel 2020 ci sono 320 milioni persone in più che non hanno accesso ad un’alimentazione adeguata.

A questa emergenza è stato dedicato ieri un seminario di studio dal titolo «Sistemi alimentari resilienti, inclusivi e sostenibili: dalle parole ai fatti», organizzato dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, dalla missione permanente della Santa Sede presso la Fao e dal «Forum Roma» di Ong di ispirazione cattolica. I lavori sono stati conclusi da monsignor Fernando Chica Arellano, Osservatore Permanente della Santa Sede presso Fao, Ifad e Wfp. «Il riferimento alla sola produzione agricola non è più sufficiente per porre fine al problema della fame», ha sottolineato. «Il Santo Padre ci ha insegnato che ogni singolo aspetto della crisi che stiamo vivendo è estremamente concatenato agli altri. Non cogliere la complessità delle interrelazioni della realtà rischia di portarci ad assumere, come chiave di lettura della contemporaneità, quella mentalità tecnocratica denunciata nell’enciclica che, nel tentativo di risolvere un problema, ne crea altri collaterali. Per questo, per porre fine al flagello della fame dobbiamo assumere “comportamenti e soluzioni con lo sguardo aperto all’interdipendenza e alla condivisione”, come ci ricorda Papa Francesco».

Nel suo intervento, il rappresentante della Santa Sede ha fatto riferimento ad alcuni dati. Ad esempio, le 1.6 tonnellate di cibo sprecate o perse nel post-raccolta ogni anno costituiscono circa un terzo della produzione alimentare mondiale e l’8% di tutte le emissioni di gas serra. «È necessaria una trasformazione sistemica», ha affermato monsignor Chica Arellano: «i sistemi alimentari devono essere resilienti, inclusivi, sostenibili. Resilienti perché gli sconvolgimenti attuali richiedono il coraggio della ripresa. Inclusivi perché, senza un coinvolgimento di tutti gli attori interessati, non si potrà parlare in modo compiuto di sistemi alimentari. Sostenibili perché i sistemi alimentari devono essere trasformati all’insegna della durevolezza e della longevità. La sostenibilità va declinata nella sua accezione più ampia: ambientale, economica e sociale».

In conclusione, è stato ribadito l’impegno della Santa Sede per il diritto al cibo. «Nell’Enciclica Laudato si’ Papa Francesco ci propone, come metodologia da attuare, quella del “vedere, giudicare, agire”. Ora è il momento di agire, di dare concretezza alle promesse effettuate».