· Città del Vaticano ·

Pagine missionarie

Gertrude e l’arcipelago gulag

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
13 ottobre 2021
«Bisogna liberarla al più presto, prima che si convertano tutti i detenuti, e noi con loro». Sono parole del direttore di uno dei campi di prigionia in cui Gertrude Detzel, laica cattolica, fu detenuta negli anni Cinquanta del secolo scorso nell’attuale Kazakhstan, allora parte dell’Unione Sovietica. La donna, in una vita trascorsa da deportata, fu un’ardente missionaria del regno di Dio nei gulag. Non perse la fede, la speranza e la carità mentre le autorità la costringevano alla vita dei campi di lavoro forzato utilizzati nell’Urss di Stalin, riservati a dissidenti, detenuti politici, traditori, e tutti coloro che — come i cristiani — erano considerati non allineati al regime comunista. Oggi la Chiesa in Kazakhstan ha ufficialmente aperto la fase diocesana del processo di beatificazione, riferisce Adelio ...

Questo contenuto è riservato agli abbonati

paywall-offer
Cara Lettrice, caro Lettore,
la lettura de L'Osservatore Romano in tutte le sue edizioni è riservata agli Abbonati

Fino al 30 Novembre potrai usufruire del prezzo promozionale di 20€ all'anno