· Città del Vaticano ·

Il Papa dà inizio al processo sinodale invitando ad andare incontro agli altri per dar vita a un cammino di discernimento spirituale

In ascolto delle domande, degli affanni e delle speranze di ogni popolo e nazione

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11 ottobre 2021

«Lo Spirito ci chiede di metterci in ascolto delle domande, degli affanni, delle speranze di ogni Chiesa, di ogni popolo e nazione... delle sfide e dei cambiamenti... Non insonorizziamo il cuore, non blindiamoci dentro le nostre certezze». È l’esortazione di Papa Francesco nella messa per l’apertura del processo sinodale celebrata ieri, 10 ottobre, nella basilica Vaticana.

All’omelia il Pontefice, prendendo spunto dall’episodio evangelico del giovane ricco protagonista del Vangelo domenicale, ha sottolineato che «fare Sinodo significa camminare sulla stessa strada, camminare insieme», e che per questo occorre guardare a «Gesù, che sulla strada dapprima incontra l’uomo ricco, poi ascolta le sue domande e infine lo aiuta a discernere che cosa fare». Ecco che allora «incontrare, ascoltare, discernere» possono essere considerati i «tre verbi del Sinodo», con il secondo a fare da “raccordo” tra gli altri due, come testimoniano anche i tweet postati sull’account @Pontifex nei quali a più riprese vengono rilanciati gli hashtag #Synod #ChiesaInAscolto. Perché, ha spiegato il vescovo di Roma, un «vero incontro nasce solo dall’ascolto» e, riguardo al discernimento, «l’incontro e l’ascolto reciproco non sono qualcosa di fine a sé stesso, che lascia le cose come stanno. Al contrario, quando entriamo in dialogo, ci mettiamo in discussione, in cammino, e alla fine non siamo gli stessi di prima, siamo cambiati».

L'omelia del Pontefice