· Città del Vaticano ·

Il mandato sinodale e due gesti

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
11 ottobre 2021

La celebrazione della messa — con la benedizione e il mandato a 25 rappresentanti del popolo di Dio — e due gesti del Papa hanno segnato, domenica mattina 10 ottobre, il percorso sinodale appena avviato.

Subito prima della celebrazione, in San Pietro, Francesco ha incontrato la suora colombiana Gloria Cecilia Narvaez Argori, rapita il 7 febbraio 2017 in Mali e recentemente rilasciata. Francesco poi, al termine della celebrazione, ha nuovamente salutato la religiosa della congregazione delle suore francescane di Maria Immacolata, accompagnata da una consorella.

E dopo la messa e la preghiera dell’Angelus, il secondo gesto: il Papa ha incontrato un «gruppo di persone di strada» come egli stesso ha confidato durante l’omelia.

La messa, all’altare della Confessione, è iniziata alle 10. Hanno concelebrato numerosi cardinali — tra loro, il decano del collegio cardinalizio Giovanni Battista Re e il segretario di Stato Pietro Parolin —, arcivescovi, vescovi e sacerdoti. Al momento della consacrazione sono saliti all’altare i cardinali Mario Grech e Jean-Claude Hollerich, rispettivamente segretario generale del Sinodo dei vescovi e relatore generale di questa assise.

Le letture sono state proclamate in inglese e spagnolo; il salmo e il passo evangelico in italiano.

Alla preghiera dei fedeli sono state elevate suppliche, in francese, perché «la Chiesa segua fedelmente la parola di Cristo per recare a ogni creatura l’annuncio della salvezza». In arabo, «per i ministri del Vangelo, in parti- colare per quanti si trovano in terre dilaniate dalla guerra e da ogni genere di miseria», perché «sia loro donato di perseverare in preghiera ed essere segno dell’amore di Dio per ogni uomo». Quindi, in portoghese, si è pregato perché «tutti i battezzati: sentano l’urgenza di partecipare attivamente al mandato dell’annuncio del regno di Dio con la santità della vita e l’umile servizio ai fratelli». In cinese è stata poi elevata la preghiera nella memoria delle «tante vittime dei conflitti e dell’egoismo dei potenti», perché «il loro grido ottenga dal cuore misericordioso di Dio consolazione e pace, e dagli uomini vera giustizia». Infine, in tagalog: «Per noi che celebriamo questa Eucaristia all’apertura del Sinodo: accogliamo con gioia la missione di testimoniare la Parola che abbiamo ascoltato, per rendere a Dio la nostra obbedienza filiale e amare il prossimo con sincera dedizione».

A conclusione della messa, 25 rappresentanti del popolo di Dio — a nome di tutti — hanno ricevuto dal Papa il mandato e la benedizione che accompagnerà ciascuno nel percorso. Si sono così disposti davanti all’altare, accanto ai concelebranti, una persona ipovedente e il suo accompagnatore, due religiosi, due giovani della pastorale giovanile, una famiglia congolese con i due figli che vivono a Roma, un diacono permanente con la moglie e i due figli, un giovane della comunità romena di rito latino e uno della comunità indiana di rito siro-malabarese, un cappellano libanese maronita, una coppia di fidanzati e altre due coppie, un giovane sacerdote.

Papa Francesco ha letto la preghiera di benedizione per l’apertura del Sinodo: «Ti ringraziamo, Signore, e ti benediciamo: molte volte e in molti modi parlasti ai nostri padri per mezzo dei profeti e nella pienezza dei tempi hai parlato nel tuo Figlio, per manifestare a tutti gli uomini le ricchezze della tua grazia; nella tua immensa bontà guarda i tuoi figli convocati per l’inizio del cammino sinodale: con la luce del tuo Santo Spirito aiutaci a riconoscere i segni della tua volontà, perché aderendo in tutto al tuo beneplacito portiamo frutti abbondanti di opere buone».

Il Pontefice ha quindi impartito la benedizione per poi pregare davanti all’immagine mariana, collocata alla destra dell’altare, al canto della Salve, Regina.

Il servizio dei ministranti è stato prestato dai seminaristi della diocesi di Roma, diretti da monsignor Guido Marini, vescovo eletto di Tortona, che riceverà l’ordinazione episcopale domenica 17. I canti sono stati eseguiti dai cori della Cappella Sistina e della diocesi di Roma,
e dal coro guida.