· Città del Vaticano ·

Traduzione e commento del Nuovo Testamento

Con gli occhi dei figli d’Israele

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09 ottobre 2021
«In quei giorni comparve Yoḥanan ha-Matvìl a predicare nel deserto della Yehudah, dicendo: “Fate teshuvah, perché la Malkhut ha-Shamayim è vicina!”». Potrebbe sembrare un gioco di parole o una formula esoterica, ma non è così. È il vangelo di Matteo, quando l’evangelista presenta la figura di Giovanni “il battezzatore” (ha-Matvìl); ma i nomi di persona e alcuni altri termini (come teshuvah/conversione e Malkhut ha-Shamayim/regno dei cieli) sono espressi in ebraico, invece che in italiano. Basterebbe questo solo versetto a spiegare il senso dell’audace progetto di Marco Morselli e Gabriella Maestri: tradurre il Nuovo Testamento nella prospettiva della lingua ebraica e commentarlo alla luce della fede dei figli di Israele. Il sodalizio tra i due coautori è collaudato da ...

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