· Città del Vaticano ·

Il comunicato della Congregazione

Una priorità nell’agenda internazionale

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05 ottobre 2021

Stamane, martedì 5 ottobre, in occasione della Giornata mondiale degli insegnanti (World Teachers’ Day) promossa dall’Unesco, si è svolto nella sala Clementina del Palazzo apostolico vaticano — alla presenza di Papa Francesco — l’incontro dei leader delle religioni mondiali «Religions and Education: Towards a Global Compact on Education» al fine di porre in atto tutte le misure necessarie per mettere l’educazione e la persona al centro dell’agenda internazionale.

Vi hanno preso parte — rende noto un comunicato della Congregazione per l’educazione cattolica — numerosi rappresentanti che hanno dialogato fraternamente sulle grandi sfide educative contemporanee. Nel suo saluto (che pubblichiamo integralmente in questa pagina) il Santo Padre ha ribadito il rapporto privilegiato delle tradizioni religiose con la cura pedagogica. Esse sono oggi chiamate a essere uno stimolo ulteriore per una nuova educazione capace di cambiare il mondo verso una fratellanza universale.

Questo evento si colloca nella cornice del Patto educativo con il quale Papa Francesco propone un’alleanza di ampio respiro che sappia rispondere alle conseguenze drammatiche della pandemia attraverso una convergenza educativa globale. L’educazione è un fattore di speranza e di sviluppo. In quest’ottica, i rappresentanti delle religioni, che per la prima volta si sono incontrati sui temi educativi, rivolgono un appello ai governanti affinché si riscopra la priorità dell’educazione nei programmi politici dei loro Paesi, dando maggiore sostegno agli educatori e tenendo in maggiore considerazione tutti gli aspetti di questa categoria professionale.

I contributi e le riflessioni di tutti coloro che sono intervenuti in questo incontro saranno raccolti in una pubblicazione per poter avviare ulteriori ricerche all’interno dei cinque ambiti in cui si articola il Patto educativo: dignità e diritti umani; fraternità e cooperazione; tecnologie ed ecologia integrale; pace e cittadinanza; culture e religioni. Gli approfondimenti si concretizzeranno nelle diverse iniziative che saranno promosse per realizzare — a livello locale e globale — gli impegni del Patto educativo in collaborazione con un’ampia rete di università.

Con la sospensione dell’evento mondiale a Roma, lanciato da Papa Francesco nel 2019, si sono moltiplicate un po’ ovunque iniziative locali che stanno assumendo una significativa rilevanza a vari livelli istituzionali. Questo incontro mondiale dei rappresentanti delle religioni assume una valenza storica. Esso è un ulteriore passo di un lungo percorso di dialogo e partecipazione verso l’unità.

«Tutti siamo invitati a metterci al servizio del bene comune promuovendo un’educazione aperta e inclusiva», auspica il comunicato. Ciò emerge chiaramente nel saluto agli insegnati e agli educatori (che pubblichiamo integralmente in queste pagine) rivolto dai rappresentanti delle varie religioni, riuniti in Vaticano, e simbolicamente consegnato alla professoressa Stefania Giannini, vice direttore generale dell’Unesco. In esso si esprime gratitudine per la dedizione e il sacrificio nello svolgimento della nobile missione di educare le nuove generazioni e si incoraggia a continuare il cammino con speranza nonostante le difficoltà e le sfide del nostro tempo, aggravate dall’emergenza pandemica.

In questo modo il Patto educativo non è soltanto una proposta ma si caratterizza per la concretezza dei suggerimenti. Si tratta di avere una visione strategica in grado di provocare percorsi e progetti a tutti i livelli educativi, scientifici e sociali. Ad esso contribuiscono con vitalità le giovani generazioni, le quali — interpellando il mondo degli adulti — si rendono protagoniste di una cultura del dialogo e di una civiltà dell’armonia. Questo mosaico di stimoli è un punto di riferimento finalizzato a ripensare i paradigmi educativi e a ridefinire il modo in cui si comprendono l’economia e le relazioni sociali.

L’incontro con i leader delle grandi religioni ha avuto il merito di mettere insieme, in modo dinamico e creativo, i suggerimenti e le proposte educative provenienti da differenti esperienze e tradizioni. La conoscenza e la valorizzazione di progetti educativi è un modo per consolidare i contatti tra i membri delle diverse confessioni nella prospettiva dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso.

Attraverso l’educazione, le religioni contribuiscono alla promozione della persona e intendono collaborare attivamente con gli organismi internazionali per educare le nuove generazioni a una cultura della pace e della fratellanza.