· Città del Vaticano ·

Papa Francesco presiede la messa per il Corpo della Gendarmeria vaticana

San Michele arcangelo antidoto alle divisioni

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
04 ottobre 2021

«Sempre ci sono difficoltà per dividere, per seminare il male», ma si può ricorrere a san Michele che vince sempre il diavolo. Così Papa Francesco durante la messa di sabato pomeriggio, 2 ottobre, per il Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. In occasione della ricorrenza del santo arcangelo, patrono e protettore di quest’ultima e della Polizia di Stato italiana, il Pontefice ha presieduto il rito presso la Grotta di Lourdes nei Giardini vaticani. Tra i concelebranti, l’arcivescovo Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il salesiano Francesco Fontana, cappellano della Gendarmeria, l’agostiniano Gioele Schiavella e altri sacerdoti. Fra i presenti, Gianluca Gauzzi e Davide Giulietti, rispettivamente, comandante e vicecomandante del Corpo, oltre ai gendarmi in servizio e quelli in congedo. Pubblichiamo l’omelia pronunciata a braccio dal Papa.

Mi domando: perché la gente litiga? Perché noi a volte siamo portati a litigare? La Prima Lettura è cosa bella, bella! L’armonia della Creazione: tutto è armonico, tutto è in un equilibrio, ma in un equilibrio non matematico: un equilibrio umano, bello! Ma subito dopo quest’armonia, dove l’uomo si incontra con la donna e sono una sola carne, succede qualcosa: il serpente seduce. E quell’armonia fra uomo e donna è distrutta; e quando il Signore domanda [rispondono:]: “No no... io sono stata ingannata da un altro”, e il marito: “No, è lei che ha ingannato me”. E l’armonia di quel matrimonio è a terra, con le conseguenze che sappiamo. Questo è un simbolo di come si può perdere l’armonia.

Ma perché? Perché c’è qualcuno che cerca di distruggerla. C’è sempre un serpente, cioè il diavolo. Il diavolo è contro l’uomo sempre, per invidia, per invidia. La distruzione della nostra armonia la fa il diavolo. E da lì possiamo pensare a tante inimicizie, tante guerre, che rompono l’armonia. E questa è opera del diavolo. “Ma padre, non sia ingenuo — qualcuno può dire — il diavolo ha le sue cose da fare, non si immischia...”. No. Questa è la “missione” del diavolo: distruggere l’armonia, distruggere la bellezza che Dio ha fatto per noi. E per questo è venuto Gesù, a dare la propria vita per risolvere questo problema e vincere il diavolo sulla croce.

E noi, nella vita quotidiana, se pensiamo bene a quante volte abbiamo delle inquietudini, dei problemi, che perdiamo — diciamo così — l’equilibrio, perdiamo la pace, perdiamo l’armonia. Quante volte la gente “si sgrida”, ci si sgrida l’un l’altro e si perde la pace. La gente non ascolta l’altro e si perde la pace. Chi è che semina questo? Il diavolo. Le guerre sono frutto del diavolo, non ho paura di dirlo. Forse qualcuno potrà dire: “Ma questo, padre, è troppo antiquato!”. No, è la verità, e la verità non è né moderna né antiquata, è la verità. È sempre stato così. Il nemico della natura umana: questo è il diavolo. Perché? Per invidia. La Bibbia dice che con il diavolo è entrata nel mondo l’invidia, che ci distrugge, ci separa l’uno dall’altro.

E nella Bibbia vediamo che il Signore ci dà gli Angeli che ci accompagnano, anche per difenderci, perché loro ci difendano da questa “politica” del diavolo, distruggere. Il diavolo vuole distruggere, come ha voluto distruggere Gesù. Ecco, questo ci ha salvato: Gesù. E per difenderci Dio ci ha dato gli Angeli che ci accompagnano. E il “capo” — per così dire — degli Angeli è San Michele, che oggi festeggiamo. San Michele Arcangelo è colui che alla fine, nel Libro dell’Apocalisse — possiamo leggere nella Bibbia — è quello che combatte l’ultima battaglia contro il diavolo; è quello che fa cadere definitivamente il diavolo. Per questo noi benediciamo gli Angeli, per questo noi benediciamo San Michele. Benediciamo gli Angeli perché sono i nostri compagni di cammino; benediciamo San Michele perché è lottatore e ti insegna, ci insegna a lottare contro il maligno, contro il nemico, che sempre crea delle insidie, delle cose per dividerci e per far cadere tutti noi.

Oggi, nella Festa di San Michele Arcangelo, quello che è il capo dell’ultima battaglia secondo il Libro dell’Apocalisse, rendiamo grazie a Dio perché, dopo il peccato, non ci ha lasciati soli: ci ha dato degli Angeli che ci accompagnino, che ci accompagnino durante tutta la vita. E ognuno di noi ha un compagno di viaggio, un Angelo che ci accompagna sempre. Non bisogna dimenticarsi di pregarli. E anche questo esercito degli Angeli ha un capo coraggioso, che è proprio San Michele: è lì con la spada — lo vediamo nell’immagine — uccidendo il diavolo, uccidendo quella bestia. Così sarà la fine del mondo: quando ci sarà la vittoria definitiva di Dio sul male; e sarà lui a guidare l’esercito degli Angeli in quella lotta finale.

Pensiamo alla lotta finale e pensiamo alla lotta nostra di ogni giorno: ogni giorno dobbiamo lottare. Perché non è facile vivere oggi, non è facile la vita cristiana: sempre ci sono delle difficoltà... questo, quell’altro... la famiglia, i figli, i compagni di lavoro, la suocera, e tutto questo... Sempre ci sono difficoltà per dividere, per seminare il male. Per questo preghiamo San Michele, che vinca sempre il diavolo, che è quello che fa la divisione, che semina l’invidia. La Bibbia lo dice chiaro: per l’invidia, è entrato il diavolo nel mondo. E preghiamo anche l’Angelo che ci accompagna nella vita. Questa è una verità.

E con semplicità rendiamo grazie a Dio: grazie perché ci dà questa compagnia, grazie perché ci dà questo “generale” che lotta con l’esercito per vincere alla fine. Che il Signore dia a tutti noi la grazia di capire bene che la vita è una lotta: quando non c’è lotta [non c’è vita]: i morti non lottano; i vivi lottano sempre, c’è lotta. E ci dia la grazia che nella lotta non siamo soli, che sempre ci sia qualcuno che ci accompagni. Grazie!