· Città del Vaticano ·

Era prefetto emerito della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti

È morto il cardinale cileno Medina Estévez

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04 ottobre 2021

Domenica 3 ottobre è morto il cardinale cileno Jorge Arturo Medina Estévez, prefetto emerito della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Nato a Santiago de Chile il 23 dicembre 1926, era stato ordinato sacerdote il 12 giugno 1954. Eletto vescovo titolare di Tibili il 18 dicembre 1984 e, nello stesso tempo, nominato vescovo ausiliare di Rancagua, aveva ricevuto l’ordinazione episcopale da san Giovanni Paolo ii nella solennità dell’Epifania del 1985, nella basilica vaticana. Nominato vescovo di Rancagua il 25 novembre 1987, era poi stato trasferito alla diocesi di Valparaíso il 16 aprile 1993. Quindi il 21 giugno 1996 era stato nominato pro-prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Lo stesso giorno aveva rinunciato al governo pastorale della diocesi di Valparaíso. Il 19 settembre dello stesso anno era stato promosso arcivescovo. Era stato creato e pubblicato cardinale nel concistoro del 21 febbraio 1998, della diaconia di San Saba, elevata pro hac vice a titolo presbiterale, il 1° marzo 2008. Il 23 febbraio 1998 era divenuto, di conseguenza, prefetto del menzionato dicastero. Aveva rinunciato a tale incarico il 1° ottobre 2002. Cardinale protodiacono dal 24 febbraio 2005 al 23 febbraio 2007, aveva annunciato al mondo, dalla Loggia di San Pietro, l’elezione di Benedetto xvi , il 19 aprile 2005. E aveva imposto al nuovo Papa il pallio nella messa di inizio del pontificato, il 24 aprile 2005. Appresa la notizia della morte, una veglia di preghiera si è svolta nella parrocchia della Trasfigurazione, a Las Condes (Santiago). Le esequie si celebrano oggi, lunedì 4 ottobre, alle 14, nella cattedrale di Santiago de Chile.

Figlio di Jorge Medina Valderrama e Sara Estévez Vives, nella sua città natale di Santiago de Chile aveva compiuto gli studi primari e secondari al liceo Alemán e, prima di entrare in seminario, aveva frequentato la facoltà di Diritto alla Pontificia Università cattolica del Cile. Aveva ottenuto anche il titolo di baccelliere in Lettere e in Biologia.

Entrato nel seminario maggiore della capitale, era stato ordinato sacerdote nel 1954 dal vescovo ausiliare e vicario generale di Santiago de Chile, monsignor Pio Alberto Fariña Fariña.

Si era laureato in Teologia nel 1955. Aveva insegnato Filosofia nel seminario fino al 1965 e Teologia nella facoltà della Pontificia Università cattolica del Cile fino al 1994. Della facoltà di Teologia era stato, per alcuni anni, anche decano; e dal 1974 all’85 aveva anche ricoperto l’incarico di pro-gran cancelliere. Per anni aveva svolto il servizio di canonico penitenziere della cattedrale di Santiago e quello di giudice del tribunale ecclesiastico, sempre nella capitale.

Aveva partecipato in qualità di perito al concilio Vaticano ii , prestando servizio in alcune commissioni, specialmente in quella teologica. Aveva collaborato con vari organismi della Curia romana: tra questi, la Commissione di preparazione del Codice di diritto canonico, a partire dagli anni 1964-1965, e la Commissione teologica internazionale dal 1969.

Alla fine del 1984 era stato nominato vescovo ausiliare di Rancagua. Aveva ricevuto l’ordinazione episcopale, insieme ad altri sei nuovi vescovi, nella basilica di San Pietro, da S. Giovanni Paolo ii , nella solennità dell’Epifania del 1985, con-consacranti i futuri cardinali Eduardo Martínez Somalo, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato, e Duraisamy Simon Lourdusamy, segretario della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. “Oportet illum crescere” il suo motto episcopale.

Nel 1986 era stato nominato amministratore apostolico della diocesi di Rancagua e il 25 novembre 1987 ne era divenuto vescovo. Nell’aprile 1987 aveva anche avuto la gioia di prendere parte al viaggio apostolico di Giovanni Paolo ii in Cile.

Sempre dal 1987 aveva collaborato con il Comitato di redazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. A questo lavoro si era poi dedicato fino alla promulgazione del Catechismo stesso.

Nella diocesi di Rancagua aveva prestato servizio fino al 1993, quando era stato nominato vescovo di Valparaíso.

Nel 1992 san Giovanni Paolo ii gli aveva affidato il ruolo di segretario generale della quarta Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano, celebrata tra il 12 e il 28 ottobre a Santo Domingo.

Nel 1993 era stato chiamato a predicare gli esercizi spirituali quaresimali per la Curia romana alla presenza del Papa che, al termine delle meditazioni, lo aveva ringraziato per aver portato la testimonianza della Chiesa in America latina, rilanciando la nuova evangelizzazione.

Nel 1996 san Giovanni Paolo ii lo aveva nominato pro-prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Aveva pertanto rinunciato al governo pastorale della diocesi di Valparaíso e poco dopo era stato promosso arcivescovo.

All’Assemblea speciale per l’America del Sinodo dei vescovi era intervenuto, il 25 novembre 1997, alla 13ª congregazione generale con una riflessione sul tema: «Vivere al servizio di Dio e dei fratelli è, al tempo stesso, una sfida e una realtà di grazia». Il 18 gennaio 1998, all’Angelus, Papa Wojtyła aveva annunciato la sua creazione a cardinale nel concistoro del febbraio successivo. Dopo di che, aveva assunto il titolo di prefetto del suo dicastero.

Aveva preso parte alle due Assemblee speciali per l’Asia e per l’Oceania del Sinodo dei vescovi, nel 1998; e alla seconda Assemblea speciale per l’Europa nel 1999.

Nel 2000 era stato Inviato speciale del Papa al Congresso eucaristico in Messico; al 20° Congresso internazionale mariologico-mariano; all’apertura del Concilio plenario del Venezuela, a Caracas.

Nel 2001 e poi nel 2005 aveva partecipato alla 10ª e 11ª Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, rispettivamente sulla missione del vescovo e sull’Eucaristia.

Aveva presentato, nella Sala stampa della Santa Sede e su «L’Osservatore Romano», alcuni documenti legati al suo servizio di prefetto. Tra questi, la Lettera apostolica Dies Domini sulla santificazione della domenica, il nuovo Rito degli esorcismi del Rituale Romanum, il Decreto che rende ufficiale la denominazione «Domenica della Divina Misericordia» per la seconda domenica di Pasqua, l’editio typica del Martyrologium Romanum, l’editio typica del Missale Romanum, il Direttorio su pietà popolare e liturgia, il Motu proprio Misericordia Dei su alcuni aspetti della celebrazione del sacramento della penitenza. Inoltre, il 20 aprile 2002 san Giovanni Paolo ii gli aveva inviato un messaggio in riferimento alle traduzioni in inglese dei testi liturgici.

Il 1º ottobre 2002 il Pontefice aveva accettato la sua rinuncia alla guida della Congregazione. Il 27 maggio 2004 gli aveva inviato una Lettera per il 50° di ordinazione sacerdotale e il 25° di ordinazione episcopale.

Il 24 febbraio 2005 era divenuto cardinale protodiacono, ovvero il cardinale dell’ordine diaconale di più antica creazione. Alla morte di san Giovanni Paolo ii , aveva presieduto, il 16 aprile 2005, l’ultima celebrazione eucaristica dei Novendiali. Quindi aveva preso parte al conclave. Proprio come cardinale protodiacono aveva avuto il compito di proclamare dalla loggia centrale della basilica vaticana l’annuncio dell’elezione di Benedetto xvi . Quindi, aveva imposto il pallio al nuovo Papa, durante la messa iniziale del pontificato.

Nel 2006 era stato nuovamente inviato speciale del Papa a Caracas, per la Messa di chiusura del Concilio plenario venezuelano. Aveva anche preso parte, come membro designato dal Papa, alla quinta Conferenza dell’episcopato latinoamericano svoltasi dal 13 al 31 maggio 2007 ad Aparecida, in Brasile.

Nel 2008, avendo trascorso un decennio come cardinale diacono, durante un concistoro ordinario pubblico per il voto su alcune cause di canonizzazione, dopo averne fatto richiesta, aveva optato per l’ordine dei cardinali presbiteri, mantenendo la diaconia di San Saba elevata a titolo presbiterale pro hac vice.

Nel 2012 aveva donato i propri archivi alla Pontificia Università cattolica del Cile.

Era stato consultore di diversi dicasteri della Curia romana: per la dottrina della fede, per l’educazione cattolica, per i vescovi, per il clero; come pure di Pontifici Consigli: per la promozione dell’unità dei cristiani, per l’interpretazione dei testi legislativi, per la famiglia; e della Pontificia Commissione per l’America latina.

La sua attività di scrittore è documentata da numerose pubblicazioni: libri, opuscoli e articoli teologico-pastorali su temi ecclesiologici, di spiritualità e di diritto canonico. Per la sua esperienza al concilio Vaticano ii gli era stato conferito, nel 1996, il dottorato honoris causa della Notre Dame University, nell’Indiana (Stati Uniti d’America). Il suo insegnamento e le sue pubblicazioni sono alla base del conferimento del grado di doctor scientiae et honoris causa della Pontificia Università cattolica del Cile. Era anche stato nominato cappellano ad honorem del Sovrano Militare Ordine di Malta.