· Città del Vaticano ·

Con lo stile dell’incontro

Dialogando con le donne e gli uomini di oggi

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04 ottobre 2021

Il Pontificio Consiglio della cultura affonda le sue radici nel concilio Vaticano ii e rappresenta una finestra aperta sul vasto, molteplice, inquieto e ricchissimo mondo della cultura contemporanea.

La costituzione pastorale Gaudium et spes ha espresso chiaramente la necessità che la Chiesa si ponga a confronto con le istanze emergenti delle culture attuali. E la Chiesa, fedele alle proprie tradizioni, è consapevole dell’universalità della sua missione e della necessità di un nuovo umanesimo, e perciò entra in comunione con le diverse forme di cultura in un dialogo che può arricchire tanto se stessa quanto le culture (n. 54-58).

E così, raccogliendo la ricca eredità del concilio, Paolo vi , il 9 aprile 1965, creò il Segretariato per i non credenti (che nel 1988 passò a denominarsi Pontificio Consiglio per il dialogo con i non credenti), inteso come luogo stabile di dialogo con gli uomini di buona volontà che non si riconoscono in una religione specifica. Successivamente Giovanni Paolo ii istituì con una lettera, il 20 maggio 1982, il Pontificio Consiglio della cultura. Si giunge così al 25 marzo 1993 quando Papa Wojtyła, con il motu proprio Inde a Pontificatus, unifica il Pontificio Consiglio della cultura e il Pontificio Consiglio per il dialogo con i non credenti per formare un unico organismo, che porta il nome di Pontificio Consiglio della cultura.

Quindi, con il motu proprio Pulchritudinis fidei (30 luglio 2012), Benedetto xvi ha unito la Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa al Pontificio Consiglio della cultura. Inoltre il dicastero coordina l’attività delle Pontificie Accademie riunite nel Consiglio di coordinamento fra Accademie pontificie.

Il Pontificio Consiglio della cultura si impegna in questo dialogo nei vari ambiti dell’interesse e dell’attività umana: nelle scienze e nelle discipline umanistiche, nell’economia e nello sport, nella cultura digitale e nell’intelligenza artificiale, nei beni culturali, nelle arti e nella musica in particolare. Con l’intenzione di raggiungere tutte le espressioni delle culture umane. L’obiettivo è quello di rilanciare sempre un dialogo sincero, affinché i rappresentanti della scienza, della letteratura e dell’arte si sentano riconosciuti dalla Chiesa come cercatori autentici del vero, del buono e del bello.

Il dicastero è articolato in dipartimenti: si va dal dialogo con i non credenti (soprattutto attraverso l’esperienza del Cortile dei Gentili), ai beni culturali e alle arti, dalla cultura digitale all’humanitas, dal dialogo tra scienza e fede fino allo sport. Con questa presenza capillare nella realtà dell’umanità di oggi, il Pontificio Consiglio organizza eventi — in questi giorni il Padiglione della Santa Sede all’Expo — e convegni di alto profilo.

Nell’ambito del dicastero sono attive la Consulta femminile, che porta il contributo dello «sguardo delle donne», e la Consulta giovanile, che rilancia il contributo delle nuove generazioni sulle tematiche contemporanee.