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Cosa insegna ancora Juana de la Cruz

  Cosa  insegna ancora Juana de la Cruz  DCM-011
04 dicembre 2021

È arrivata al nono volume la collana Madri della fede, ed. San Paolo, diretta da Cristina Simonelli e Rita Torti. L’ultimo libro, firmato proprio da Simonelli, è Juana Ines de la Cruz e racconta la monaca letterata e protofemminista, che animò la cultura e la spiritualità messicane del Seicento, esponente a pieno titolo del siglo de oro. Un grande personaggio ancora oggi popolarissimo in Messico che mette il suo ritratto sulle banconote.

Simonelli, teologa e docente di teologia patristica a Verona e alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale a Milano, la incontra «come una donna che attraversa mondi e diventa in un certo senso nostra contemporanea, vicina pur nella distanza cronologica e geografica» e ne ripercorre la storia travolgente però “non a lieto fine”. Suor Juana (1648-1695), nasce «da madre forte e nubile», ma questo «non le procurò disonore, né le impedì di essere accolta prima a corte e poi nel convento di San Gerolamo, luogo abbastanza esclusivo riservato alle donne creole». Muore per un epidemia, ma prima è costretta a rinunciare alla sua attività di letterata, vedendo umiliato il suo talento, «colpita da un patriarcato camuffato da spiritualità».

Metterlo a nudo per l’autrice «è un atto corroborante: per le donne che ancora possono esserne vittime, per gli uomini che hanno sicuramente la chance di vivere una maschilità migliore, per le une e gli altri insieme, in uno spazio che sia davvero abitabile». ( dcm )