· Città del Vaticano ·

Nel romanzo «Figli del Volga» di Guzel’ Jachina

Se un fiume divide il mondo in due

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30 settembre 2021
«Il Volga spartiva il mondo in due. La riva sinistra era bassa e gialla, si estendeva piatta e si scioglieva fra le steppe su cui ogni mattina sorgeva il sole… A ridosso del fiume si incastonavano i paesi. E dalla steppa arrivavano folate calde di odori pungenti: il deserto turkmeno e il sale del Caspio. Come fosse l’altra riva non lo sapeva nessuno. Il lato destro incombeva sul fiume sotto forma di montagne possenti e nel fiume cadeva a strapiombo, come squarciato da una lama… Dietro a quelle montagne tramontava il sole… Dalla riva destra arrivava sempre e soltanto il freddo». E sembra di sentirlo davvero quel freddo pungente che nasce nel mare del Nord, perché Guzel’ Jachina nel romanzo dal respiro epico Figli del Volga (Milano, Salani, 2021, pagine 516, traduzione di Cladia Zonghetti, euro 19,90) ti ci scaraventa ...

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