· Città del Vaticano ·

Spunti di riflessione

La gratuità del dare

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30 settembre 2021

G

esù ci ha abituati ai suoi paradossi sconcertanti. E oggi, con il cammello e la cruna dell’ago non possiamo far finta di niente!

C’è una netta opposizione tra il Regno di Dio
e la ricchezza. Non c’è alcuna possibilità di compromesso tra Dio e il denaro. Ma, badate: Gesù non condanna la ricchezza e i beni terreni, bensì l’attaccamento esagerato al denaro e ai beni, il far dipendere da essi la propria vita.

Gesù ci ricorda che la salvezza si gioca sui rapporti con gli altri, con il prossimo. Per la salvezza, tutto si decide sull’amore concreto verso gli altri.

E avete sentito il finale del giovane ricco: se ne andò triste, perché aveva molti beni. Non era stato capace di staccarsene. E quando si rifiuta l’amore, l’esito è la tristezza. Gli è mancata la gratuità del dare, dello spogliarsi per condividere. Si sentiva sazio, autosufficiente; non aveva bisogno di essere amato da Cristo.

Avete sentito la seconda lettura: «La Parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di una spada a doppio taglio». Spesso le prediche che ascoltiamo possono essere una serie di parole vuote, che scivolano via senza che nulla cambi nella nostra vita. Stiamo attenti a non rendere inefficace la Parola che ascoltiamo.

La Parola di Dio denuncia impietosamente i nostri alibi e i nostri compromessi. E tuttavia è una Parola che ci libera e non ci umilia.

L’insegnamento di oggi è che la vita buona consiste nel dare, nel perdere per amore, nella generosità. È un invito a non rinchiuderci, tristi, nel possesso di cose passeggere. «C’è più gioia nel dare che nel ricevere» (Atti 20, 35).

Il Vangelo in tasca

10 ottobre, Domenica xxviii del Tempo ordinario
Prima lettura: Sap 7, 7-11
Salmo: 89
Seconda lettura: Eb 4, 12-13
Vangelo: Mc 10, 17-30

di Leonardo Sapienza