· Città del Vaticano ·

Era stato arcivescovo di Maputo in Mozambico

È morto il cardinale Alexandre José Maria dos Santos

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30 settembre 2021

Il cardinale mozambicano Alexandre José Maria dos Santos, dell’ordine francescano dei Frati minori, arcivescovo emerito di Maputo, è morto mercoledì 29 settembre nell’Instituto de Coração della capitale del Paese. Nato a Zavala, nella diocesi di Inhambane, il 18 marzo 1924, era divenuto sacerdote il 25 giugno 1953. Nominato arcivescovo metropolita di Maputo il 23 dicembre 1974, aveva ricevuto l’ordinazione episcopale il 9 marzo 1975. Creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 28 giugno 1988, del titolo di San Frumenzio ai Prati Fiscali, aveva rinunciato al governo pastorale dell’arcidiocesi il 22 febbraio 2003.

Primo sacerdote, primo vescovo e primo cardinale nativo del Mozambico, Alexandre José Maria dos Santos aveva compiuto i suoi primi studi nella scuola dei missionari francescani della provincia del Portogallo, presenti nella regione dall’inizio del secolo.

Dopo aver frequentato il seminario minore dei Frati Minori ad Amatongas, nella zona centrale del Mozambico, era stato inviato nel Nyassaland — oggi Malawi — per seguire il corso di Filosofia con i Padri Bianchi (Missionari d’Africa). In quell’epoca infatti, non esisteva ancora in Mozambico un seminario maggiore.

Nel 1947 era entrato nel noviziato della provincia portoghese dei Frati minori a Varatojo, nei pressi di Lisbona. Compiuta la professione temporanea nel 1948, aveva frequentato il corso di Teologia nella capitale del Portogallo. Dopo la professione religiosa solenne, nel 1951, aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale due anni dopo, sempre a Lisbona.

Tornato in Mozambico nel 1954, aveva svolto il ministero sacerdotale nelle missioni francescane della regione di Inhambane. Nel 1972 era divenuto consigliere della Custodia del suo ordine in Mozambico e rettore del nuovo seminario minore a Vila Pery, oggi Chimoio.

Dopo l’indipendenza del Mozambico dal Portogallo, nel 1974 era stato nominato da Paolo vi arcivescovo metropolita di Maputo. L’anno dopo aveva ricevuto l’ordinazione episcopale dal cardinale Agnelo Rossi, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, con-consacranti il cardinale Laurean Rugambwa, arcivescovo Metropolita di Dar-es-Salaam, in Tanzania, e monsignor Eduardo André Muaca, vescovo di Malanje in Angola. Come motto episcopale aveva scelto Servir e não ser servido, “Servire e non essere servito” (cfr. Mc 10, 45).

Il 18 settembre 1976, dopo il cambiamento del nome della capitale mozambicana, la Santa Sede aveva deciso di mutare nome anche all’arcidiocesi di Lourenço Marques, che da allora aveva assunto l’attuale denominazione di Maputo. Assumendone il governo pastorale, dos Santos si era impegnato a fondo in favore del popolo colpito dalla guerra civile e anche da calamità naturali. Aveva così provveduto a fondare la Caritas e ne era stato anche primo presidente. Aveva, inoltre, promosso concreti programmi di aiuto per i poveri, per i rifugiati e per le vittime della siccità. Si era anche impegnato nel promuovere nuove relazioni tra le comunità ecclesiali dei Paesi che erano state colonie portoghesi: Angola, Capo Verde, Guinea Bissau, São Tomé e Príncipe.

Il 22 agosto 1981 aveva fondato la Pia Unione femminile con il nome di Franciscanas de Nossa Senhora de Mãe de Africa, con relativo decreto. Si tratta di un istituto religioso africano composto da donne mozambicane: l’obiettivo dell’arcivescovo era quello di far rifiorire la vita religiosa nel Paese, sia contemplativa sia attiva, nella pastorale e nell’assistenza ai poveri.

Nel 1988 gli era giunta la nomina cardinalizia. E nel settembre di quello stesso anno aveva accolto e accompagnato Giovanni Paolo ii in visita pastorale in Mozambico. Trent’anni dopo, nel 2019, avrebbe avuto la gioia di partecipare alla visita di Papa Francesco che, il 5 settembre, lo ha salutato nella cattedrale di Maputo, in mezzo al suo popolo, quel popolo di Dio che il Cardinale dos Santos aveva così a lungo servito.

Nel 1994 e nel 2009 aveva preso parte alle due assemblee speciali per l’Africa del Sinodo dei vescovi, portando come contributo la sua appassionata esperienza di servizio. Nel 2003 aveva rinunciato al governo pastorale dell’arcidiocesi di Maputo.