· Città del Vaticano ·

Il cardinale Semeraro celebra la festa di san Gabriele con il Dicastero per la comunicazione

Annunciate con la parola e col silenzio

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29 settembre 2021

Il Dicastero per la comunicazione ha festeggiato oggi, 29 settembre, san Gabriele Arcangelo, patrono delle telecomunicazioni. È la festività annuale in cui tutti gli appartenenti al Dicastero vaticano si riuniscono in presenza e, in questo tempo, anche via streaming, per pregare insieme, per celebrare anniversari, obiettivi raggiunti e festeggiare riconoscimenti. Alle 11, nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, è stata celebrata la messa, presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi e membro dello stesso Dicastero. Subito dopo, nella Sala S. Pio x del palazzo di via della Conciliazione ove ha sede la direzione del Dicastero, si è svolta la cerimonia di consegna delle onorificenze pontificie ad alcuni dipendenti che si sono distinti per impegno e professionalità nel proprio lavoro.

Il Vangelo di Giovanni proposto dalla liturgia del giorno, che racconta l’incontro tra Gesù e Natanaele, un uomo assetato di verità, ha offerto nella sua parte finale al cardinale Semeraro lo spunto per avviare l’omelia. Il porporato si è detto anzitutto felice e grato di aver potuto celebrare in questa circostanza, anche perché dal Dicastero per la comunicazione, e in particolare dalla Sala stampa, ha ricevuto un grande aiuto durante il suo impegno nel Consiglio di cardinali per la scrittura di comunicati e relazioni.

L’immagine con cui si conclude il Vangelo è quella della missione degli angeli. Gesù dice a Natanaele: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo». La scala che compare spesso nel Nuovo e nel Vecchio Testamento, ha affermato il cardinale Semeraro, è luogo di congiunzione tra terra e cielo ed è simbolo di Gesù fattosi uomo. Gli angeli salgono e scendono questa scala, sono i nostri protettori, i nostri difensori e anche i nostri compagni nella lode al Signore. Il prefetto della Congregazione delle cause dei santi ha ricordato che oggi, oltre a Gabriele, si celebrano gli arcangeli Michele e Raffaele. Michele che accompagna la Chiesa nella lotta alle tenebre, perché non solo ciascuno di noi singolarmente, ma tutta la Chiesa è coinvolta nella battaglia contro le insidie del diavolo. L’arcangelo Raffaele, prosegue il cardinale, che ci accompagna nella guarigione tanto necessaria in questo tempo di fragilità. E qui il cardinale Semeraro ha citato il discorso di Papa Francesco alla diocesi di Roma, quando ha detto che «la Chiesa è un sacramento di cura».

C’è infine Gabriele, l’angelo degli annunci come a Zaccaria e soprattutto a Maria a cui annuncia la divina maternità. Su questo aspetto, il cardinale Semeraro si è soffermato con particolare attenzione: Maria che riceve gli annunci. Ha rammentato un libro visto da ragazzo dal titolo Dio non ha scelto gli angeli osservando: per certi compiti Dio ha scelto le creature umane, come Maria, una di noi e quindi imitabile. Il primo annuncio che Maria riceve è quello dell’arcangelo Gabriele e di fronte a lui comincia a discutere, a fare domande, a chiedere perché, tanto che la Vergine può essere di esempio anche delle persone che dubitano, che chiedono spiegazioni.

Anche visitando il Tempio, Maria riceve l’annuncio del vecchio Simeone che le dice: «E a te una spada trafiggerà l’anima». Ma qui Lei non replica, diventa pensosa, sta in silenzio. Dio, sottolinea ancora il cardinale Semeraro, ha scelto le persone per gli annunci «e voi siete tra queste». Non sempre — ha sottolineato il porporato parlando del lavoro della comunicazione — le vostre parole vengono accettate, dunque abbiamo bisogno della protezione dell’arcangelo Gabriele. Voi, ha detto, siete portatori di annunci e a volte ci sarà da discernere se parlare o tacere ma, ha concluso, Gesù sia con la parola che con il silenzio ha sempre fatto ogni cosa per la gloria del Padre.

Al termine della celebrazione eucaristica sono state consegnate onorificenze a numerosi dipendenti dei vari settori del Dicastero per la comunicazione — tra gli altri, a Giuseppe Fiorentino, già vice-direttore de «L’Osservatore Romano» — oltre ad alcune targhe in ricordo di alcuni anniversari, in particolare i 90 anni del Programma italiano, francese e latino, i 70 anni del Programma albanese e i 60 di quello tigrino.

di Adriana Masotti