· Città del Vaticano ·

Monologo della nostalgia

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28 settembre 2021
Il sole sfiora la linea dell’orizzonte. È picchiettato da tante macchie scure come la coda di un pavone. Al di qua della ruota infuocata c’è l’immenso immondezzaio di Buenos Aires, dove i riciclatori si inoltrano sfidando la lunga quarantena che li ha rinchiusi nei meandri della villa come animali nella tana. La pandemia tarda a passare, la scia dei contagi è come il pulviscolo di una cometa che non si vuole disperdere. Ma le attività interrotte troppo a lungo non possono aspettare ancora, e le occupazioni si riannodano, l’economia informale torna alla superficie come un fiume carsico. Anche i cartoneros hanno rioccupato le fonti della loro sopravvivenza. Spingono i loro carretti traballanti nei solchi della discarica come serpenti tra antiche rovine, mentre i vapori della decomposizione si condensano ...

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