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Flessione dell’Unione cristiano-democratica mentre Verdi e liberali saranno decisivi per formare il nuovo governo

Spd primo partito in Germania

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27 settembre 2021

Berlino , 27. La Germania, per la prima volta, esce dalle elezioni parlamentari con cinque partiti con un importante risultato a due cifre: un quadro inedito e multipolare, dunque, in cui i socialdemocratici della Spd di Olaf Scholz con il 25,7% (nuovo partito di maggioranza) vincono di stretta misura sui cristiano-democratici dell’unione Cdu-Csu (24,1%), ma nessuno dei due grandi partiti popolari, anche qui per la prima volta, supera la soglia del 30%.

Sarà necessario, dunque, avviare trattative con i partiti minori (forti di un risultato consistente) per scegliere il nuovo cancelliere federale che raccoglierà, fra qualche settimana, il testimone dopo 16 anni di era Merkel.

I tempi previsti dalla legge tedesca non sono brevi, anche perché, in questo nuovo contesto, il potere contrattuale, per così dire, dei partiti minori si è fatto molto più forte. I Verdi hanno ottenuto un buon 14,8% e i liberali della Fpd sono saliti all’11,5%, superando la destra estrema di Afd, lievemente scesa al 10,3%. Ed è con Verdi ed Fpd che si dovrà trattare per arrivare ad un accordo di governo da portare al voto del Parlamento, forse prima di Natale. Se Scholz ha, con soddisfazione, salutato la vittoria della Spd (prima anche nelle elezioni amministrative a Berlino con il 21,4%), e ha rivendicato un’indicazione degli elettori (Cdu e Csu, ha detto, devono andare all’opposizione) la mossa ora è a Fpd e Verdi.

Le due formazioni, distanti sui programmi, stanno cercando già una piattaforma comune da proporre per accordi al futuro cancelliere. Lo ha annunciato, all’emittente pubblica Ard il capogruppo del partito ambientalista al Bundestag, Anton Hofreiter. «Stanno cominciando colloqui in una cerchia molto piccola — ha detto — in vista di una comune partecipazione di governo». Le trattative delle prossime settimane, dunque, non hanno un esito scontato. Sullo sfondo un ruolo potrà averlo anche Die Linke, partito di sinistra che si è fermato appena sotto la soglia di sbarramento del 5% (4,8) ma entrerà comunque in Parlamento grazie alla conquista di tre collegi elettorali. Fuori dai giochi di governo la destra estrema di AfD che, pur in flessione a livello federale, cresce in alcune roccaforti regionali, come la Sassonia e la Turingia dove va oltre il 20%. Ed anche i risultati regionali avranno il loro peso: la Csu di Markus Söder in Baviera è crollata al 31,7%: il peggior risultato dal 1949.

Il quadro consegnato dagli elettori alla mediazione dei partiti richiederà, dunque, un grande sforzo di equilibrio e un periodo di interregno della cancelliera Merkel.