· Città del Vaticano ·

Interventi dell’arcivescovo Gallagher all’Onu

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25 settembre 2021

Contro la cultura dello spreco

Il dovere della transizione verso un’energia più pulita

 

Pubblichiamo una traduzione italiana della dichiarazione dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, al Dialogo di alto livello delle Nazioni Unite sull’energia tenutosi a New York, il 24 settembre 2021, nell’ambito della Assemblea generale.

La Santa Sede la ringrazia per aver indetto questo Dialogo di alto livello sull’energia in un tempo in cui l’implementazione dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile n. 7 sta diventando sempre più urgente.

Accesso: tecnologia, infrastrutture, abbordabilità


Attualmente 759 milioni di persone vivono senza elettricità (Undesa, Theme Report on Energy Access: Towards the Achievement of SDG7 and Net-Zero Emissions, 2021). Come auspicato dall’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, al fine di eliminare povertà e fame dobbiamo assicurare che ogni famiglia e nucleo familiare abbia accesso sufficiente a energia abbordabile e affidabile. Ciò significa promuovere sistemi energetici e microgrid per i “consumatori finali” a livello locale e fornire alle comunità strutture energetiche durature. Instillare rispetto per le culture locali e assicurare che siano capaci di gestire e mantenere le proprie risorse energetiche, in linea con il principio di sussidiarietà, è vitale e eviterà dipendenze sfruttatrici da grandi reti energetiche e burocrazie (vedi in generale: Tavolo interdicasteriale della Santa Sede sull’ecologia integrale, In cammino per la cura della casa comune – A cinque anni dalla «Laudato si’», Città del Vaticano, 2020).

L’accesso all’energia dipende anche dall’abbordabilità e dalla determinazione dei prezzi. I poveri, anche quelli nelle periferie della società nei Paesi sviluppati, spesso non possono permettersi l’energia necessaria per la vita quotidiana. Per questo sono essenziali una determinazione dei prezzi ragionevole, pratiche commerciali etiche e sussidi per i più poveri (vedi in generale: Tavolo interdicasteriale della Santa Sede sull’ecologia integrale, In cammino per la cura della casa comune – A cinque anni dalla «Laudato si’», Città del Vaticano, 2020)

Impatto negativo della produzione/del consumo sul pianeta e sui poveri


Mentre cerchiamo collettivamente di assicurare l’accesso all’energia per tutti, dobbiamo tener conto dell’impatto prodotto sull’ambiente. L’estrazione, la trasformazione, il trasporto e il consumo di carburanti fossili e di energia sporca danneggiano aria, acqua, suolo, ecosistemi e clima.

Così come non è distribuito equamente l’accesso all’energia, non lo sono nemmeno gli effetti negativi della produzione energetica. Il loro impatto sproporzionato sui poveri e sulle persone in situazioni di vulnerabilità porta, in alcune circostanze, a disordini sociali, effetti negativi sulla salute, conflitto e molte violazioni dei diritti umani. Inoltre, il cambiamento climatico sconvolge il settore agricolo, esaspera l’insicurezza e la scarsità dell’acqua e aumenta l’esposizione a eventi atmosferici estremi, distruggendo mezzi di sostentamento e costringendo molti a lasciare la propria casa e a migrare.

Transizione energetica


Una transizione energetica giusta dovrebbe perseguire una produzione, una gestione e un consumo energetici più intelligenti, efficaci e pacifici, specialmente negli ambiti dove lo spreco di energia è più probabile. La produzione di beni usa e getta, le merci di bassa qualità, gli oggetti monouso e altre strategie commerciali che deliberatamente sprecano energia sono tutti sintomi di una “cultura dello scarto”. Alla luce di questa realtà, i maggiori consumatori di energia hanno l’obbligo di rivedere il loro impatto su quanti «ancora non riescono a vivere in conformità alla propria dignità umana» (Papa Francesco, Laudato si’, n. 193).

La transizione verso un’energia accessibile e pulita è un dovere che abbiamo nei confronti di milioni di nostri fratelli e sorelle nel mondo, specialmente i poveri, comprese le generazioni ancora a venire. «La civiltà richiede energia — ha osservato Papa Francesco —, ma l’uso dell’energia non deve distruggere la civiltà!» (Papa Francesco, Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti all’incontro per dirigenti delle principali imprese del settore petrolifero, del gas naturale e di altre attività imprenditoriali collegate all’energia, 9 giugno 2018).


L'accesso al cibo è un diritto

Per una riforma dei sistemi alimentari
 

Pubblichiamo la dichiarazione dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, al vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari tenutosi a New York il 23 settembre 2021.

La Santa Sede è lieta di partecipare a questo primo vertice in assoluto delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari e ringrazia il segretario generale per aver lanciato questa importante e tempestiva iniziativa.

C’è l’urgente bisogno di intensificare l’azione internazionale per la trasformazione dei sistemi alimentari e la lotta alla insicurezza alimentare e alla malnutrizione. Papa Francesco ha sottolineato che nel Ventunesimo secolo la fame non è soltanto una tragedia per l’umanità, ma anche un vero motivo di vergogna (cfr. Papa Francesco, Messaggio in occasione della Giornata Mondiale dell’alimentazione , 16 ottobre 2020). Perciò è tempo di passare dalle dichiarazioni e dalla formulazione di strategie all’azione effettiva e urgente.

La domanda cruciale è come trasformare i sistemi alimentari di modo che favoriscano l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sostengano la rigenerazione dei sistemi sociali dopo la pandemia di covid-19 e promuovano lo sviluppo integrale di ogni persona, proteggendo al tempo stesso l’integrità del nostro pianeta. Come ha affermato Papa Francesco lo scorso luglio nel suo messaggio in occasione del pre-summit, dobbiamo  cercare di «aumentare la resilienza, rafforzare le economie locali, migliorare la nutrizione, ridurre lo spreco alimentare, offrire regimi alimentari sani e accessibili a tutti, essere ambientalmente sostenibili e rispettosi delle culture locali» (Papa Francesco, Messaggio in occasione del Pre-Summit sul «Food System Summit 2021 », 26 luglio 2021).

L’accesso al cibo è un diritto umano fondamentale ed è essenziale per una vita dignitosa. Il cibo per tutti è un dovere morale. Dare da mangiare agli affamati, però, non è sufficiente. Dobbiamo anche fornire ai poveri e a quanti si trovano in situazioni di vulnerabilità le risorse necessarie per mantenere se stessi e le loro famiglie nel lungo termine.

Una risposta è di offrire loro maggiori opportunità di utilizzo e di possesso della terra, risorse finanziarie e formazione. Ciò è particolarmente importante per i lavoratori agricoli, tra cui gli agricoltori familiari.

Signor Presidente,

I sistemi alimentari sostenibili dovrebbero fornire cibo nutriente per tutti, sostenere un’esistenza equa e giusta e promuovere modelli di produzione e di consumo circolari. Dobbiamo sostituire la “cultura dello scarto” con una “cultura della cura” (Papa Francesco, Messaggio al Ministro del clima e dell’ambiente della Repubblica di Polonia, Presidente della  xlii  sessione della Conferenza della Fao , 14 giugno 2021) che protegga la dignità inerente a ogni persona e preservi la nostra casa comune.

Mentre è essenziale fare uso della miglior scienza e tecnologia avanzata disponibili, un simile approccio deve essere guidato da principi etici volti a promuovere lo sviluppo umano integrale e a perseguire il bene comune.

Per riuscirvi, occorre implementare una visione dei sistemi universali che integri le componenti umana, economica, ambientale e tecnologica. La comunità internazionale può contare sull’aiuto della Santa Sede per rendere tale visione una realtà, attraverso le numerose iniziative della Chiesa cattolica messe in atto in tutto il mondo.