· Città del Vaticano ·

Accordo tra l’Università La Sapienza e il Pontificio Consiglio della cultura

Per un dialogo scientifico che abbia a cuore l’uomo

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24 settembre 2021

Il Pontificio Consiglio della cultura e l’Università La Sapienza di Roma hanno firmato venerdì mattina, 24 settembre, un memorandum di collaborazione culturale e scientifica per dare vita a progetti congiunti di ricerca che abbiano a cuore l’uomo.

A firmare il protocollo — nella sede del dicastero — sono stati il cardinale presidente Gianfranco Ravasi e il rettore dell’ateneo romano, Antonella Polimeni.

Le prime attività riguarderanno collaborazioni sullo sport, la cultura digitale, l’umanesimo post-pandemico, la bio-fabbricazione, attraverso la valorizzazione del ruolo delle donne e dei giovani in tutti gli ambiti.

Il coordinamento scientifico dell’accordo quinquennale è stato affidato per il Pontificio Consiglio della cultura al sotto-segretario, monsignor Carlo Maria Polvani, e, per La Sapienza, ad Alessandra Talamo, del dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione.

«Le parti — si legge nel primo articolo del memorandum — si impegnano a realizzare forme di collaborazione culturale e scientifica in settori di reciproco interesse su basi di uguaglianza e reciproco vantaggio». La collaborazione si attuerà in varie modalità, dai «progetti congiunti di ricerca» allo «scambio di informazioni, documenti e pubblicazioni scientifiche», fino alla «progettazione di incontri di studio, seminari ed eventi».

Nel suo intervento in occasione della cerimonia per la firma del protocollo, il cardinale Ravasi — come riferisce Andrea De Angelis su Vatican News — ha fatto notare che «sono già in corso alcune collaborazioni nell’archeologia» e che si tratta del primo accordo con una università italiana, mentre ne sono già stati siglati con realtà accademiche europee. Presto seguiranno i protocolli del Pontificio Consiglio della cultura con Roma Tre, c’è già l'approvazione del Consiglio accademico, e con l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

«Ho sempre bene a mente quella che definisco essere la quarta missione dell’università, ovvero la riduzione delle disuguaglianze» ha affermato il rettore Polimeni, aggiungendo che «ai giovani va rivolto uno sguardo particolare nella ripresa delle attività post-pandemia».