· Città del Vaticano ·

Era arcivescovo emerito di Caracas in Venezuela

La morte del cardinale

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24 settembre 2021

Nel pomeriggio di giovedì 23 settembre è morto il cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, arcivescovo emerito di Caracas, in Venezuela. Nato il 28 agosto 1942 nella capitale venezuelana, era stato ordinato sacerdote il 15 agosto 1967. Eletto alla Chiesa titolare di Vegesela di Bizacena il 3 luglio 1982, e al contempo nominato vescovo ausiliare di Caracas, il successivo 22 settembre aveva ricevuto l’ordinazione episcopale. Il 17 marzo 1990 era stato promosso arcivescovo di Valencia en Venezuela. Il 19 settembre 2005 era divenuto arcivescovo metropolita di Caracas. Creato e pubblicato cardinale del titolo di Santa Maria ai Monti nel Concistoro del 24 marzo 2006, aveva rinunciato al governo pastorale dell’arcidiocesi di Caracas il 9 luglio 2018. Le esequie sono state celebrate venerdì mattina, 24 settembre, alle ore 9 di Caracas, nella cattedrale metropolitana, dove il porporato viene sepolto.

Venerdì 27 agosto — proprio alla vigilia del suo settantanovesimo compleanno — il cardinale Urosa Savino era stato ricoverato nella Clínica Metropolitana di Caracas per le conseguenze del contagio del covid-19. Il giorno dopo aveva voluto ricevere il sacramento dell’Unzione degli infermi e la Comunione. E aveva voluto preparare un messaggio, da lui stesso definito «una breve dichiarazione di amore a Dio, di amore alla Chiesa e di amore al popolo del Venezuela».

Il cardinale è deceduto il giorno dopo aver celebrato 39 anni di ordinazione episcopale. Tutte le campane di Caracas hanno suonato a lutto; e in ogni chiesa il porporato è stato ricordato con la preghiera.

«Mi sento immensamente felice di essere stato sacerdote, di aver potuto vivere la mia vocazione con grande entusiasmo»: sono parole del messaggio, che resta come suo testamento spirituale. «Ho avuto la fortuna e la benedizione — ha scritto — che Dio mi abbia condotto su sentieri insospettabili di servizio e di altissime responsabilità nella Chiesa, di cui sono grato nella mia anima». Esprimendo il «grande affetto per il popolo venezuelano» e la sua «assoluta dedizione alla sua libertà, alle sue istituzioni, alla difesa dei diritti del popolo di fronte agli abusi che sono stati commessi dai governi nazionali», il cardinale sottolineava di aver sempre agito «non per odio o rancore, ma in difesa della libertà, della giustizia e dei diritti» della popolazione.

«Chiedo a Dio di perdonarmi per tutte le mie mancanze sia nell’omissione che nell’azione», si legge ancora nel messaggio del Porporato, il quale ribadiva di essere «sempre stato guidato da un immenso amore per la gente semplice e umile» e «per tutti i settori del popolo venezuelano, senza alcuna esclusione». In questo senso, spiegava, «mi sono sempre unito alle chiamate della Conferenza episcopale, alla quale esprimo la mia comunione, e con la quale ho sempre agito cercando un lavoro positivo per il bene della Chiesa e per il bene del popolo». In conclusione il cardinale ribadiva che «ciò che ci interessa soprattutto è che il popolo venezuelano ami, abbia fede e serva Gesù Cristo che è la via, la verità e la vita, l’unico in cui troviamo la salvezza e il perdono dei peccati».

Punto di riferimento in anni complessi per il Venezuela, Urosa Savino aveva trovato nella testimonianza del beato José Gregorio Hernández Cisneros (1864-1919) — della cui causa è stato vice postulatore — l’icona per una rinascita di speranza del suo popolo: un medico, uno scienziato, ma soprattutto un uomo di Dio, francescanamente fratello dei più poveri.

Figlio di Luis Manuel Urosa Joud e Ligía Savino del Castillo de Urosa, dopo aver compiuto gli studi primari e secondari nel collegio La Salle di Tienda Honda, a Caracas (1948-1959), il giovane Jorge Liberato aveva frequentato il triennio filosofico nel seminario interdiocesano (1959-1962) e, per la teologia, il Saint Augustine’s Seminary di Toronto in Canada (1962-1965).

A Roma aveva, poi, completato gli studi alla Pontificia Università Gregoriana (1965-1971), dove aveva conseguito la laurea (1967) e il dottorato in Teologia (1971), risiedendo al Pontificio Collegio Pio Latinoamericano. Ordinato sacerdote il 15 agosto 1967, a Caracas, dal cardinale arcivescovo José Humberto Quintero Parra, era stato vicerettore (1971-1974) e poi rettore (1974-1976) e professore del seminario San José di El Hatillo, quindi rettore del seminario interdiocesano Santa Rosa da Lima di Caracas (1976-1982).

Fondatore del Centro di evangelizzazione e Vicariato religioso della Santissima Trinità, Casa de Tabla in Petare (agosto 1971-1982), era stato professore di Antropologia filosofica nel seminario interdiocesano di Caracas (1971-1976), di Teologia dogmatica nel seminario Santa Rosa de Lima a Caracas (1971-1982) e nel Centro di studi religiosi (1976-1978 e 1980-1981).

Aveva ricoperto diversi incarichi pastorali: era stato, tra l’altro, presidente dell’organizzazione dei seminari venezuelani (1974-1977); vicepresidente dell’organizzazione dei seminari latinoamericani (1976-1982); membro del consiglio presbiterale dell’arcidiocesi (1973-1990) e del consiglio di amministrazione (1976-1982), e vicario generale.

Il 13 luglio 1982 era stato nominato vescovo ausiliare di Caracas, ricevendo l’ordinazione episcopale il 22 settembre successivo dall’arcivescovo José Alí Lebrún Moratinos, nella cattedrale di Santiago y Santa Ana della capitale venezuelana, con-consacranti gli arcivescovi Domingo Roa Pérez, arcivescovo di Maracaibo, e Antonio Salas Salas, arcivescovo di Mérida. Come motto episcopale aveva scelto «Pro mundi vita».

Da ausiliare di Caracas aveva ricoperto gli incarichi di vicario generale della zona centrale (dal 18 giugno 1982 al 17 marzo 1990), decano della cattedrale (dal 2 giugno 1984 al 17 marzo 1990) e vice postulatore per la causa di José Gregorio Hernández Cisneros (da marzo 1984 al 17 marzo 1990) che è stato beatificato il 30 aprile scorso.

Era stato inoltre delegato della Conferenza episcopale venezuelana al Sinodo dei vescovi sui laici (ottobre 1987), nel cui ambito aveva preso la parola per rilanciare l’impegno per la giustizia, la pace e la fraternità, in particolare nella vita sociale, nell’economia e nella cultura.

Il 17 marzo 1990 era stato promosso secondo arcivescovo di Valencia en Venezuela, dove aveva fatto ingresso il 5 maggio 1990. Nel servizio in quella arcidiocesi aveva ordinato 47 sacerdoti (37 diocesani e 10 religiosi), promuovendo la creazione della diocesi di Puerto Cabello. Era stato inoltre fautore della costruzione della nuova sede del seminario maggiore arcidiocesano Nuestra Señora del Socorro di Valencia nel Valle de San Diego. Aveva creato 10 nuove parrocchie, e costruito 70 nuove chiese e cappelle e 20 case parrocchiali, restaurandone altre.

Da arcivescovo di Valencia en Venezuela era stato delegato della Conferenza episcopale all’assemblea speciale per l’America del Sinodo dei vescovi (1997); presidente della commissione di pastorale sociale della Conferenza episcopale (1996-1999, 1999-2002); presidente della Comisión nacional de seguimiento del componente social de la agenda Venezuela (1996-1999); membro della Comisión para el seguimiento del proceso constituyente della Conferenza episcopale venezuelana (aprile 1999); secondo vice presidente della Conferenza episcopale (da gennaio 2003) poi riconfermato nel 2006, fino al gennaio 2009.

Il 19 settembre 2005 era stato trasferito alla sede arcivescovile di Caracas, dove aveva fatto ingresso il successivo 5 novembre. Durante il suo servizio episcopale aveva proclamato la Virgen de Coromoto patrona dell’arcidiocesi e aveva promosso la Legión de María, associazione con cento anni di vita.

A conclusione dell’udienza generale di mercoledì 22 febbraio 2006, Benedetto xvi aveva annunciato l’intenzione di elevarlo alla dignità cardinalizia il successivo 24 marzo, nel suo primo Concistoro, assegnandogli il titolo di Santa Maria ai Monti.

Nel maggio 2007 aveva preso parte alla v Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano ad Aparecida.

Nell’ambito della Curia romana era stato nominato, il 6 maggio 2008, membro della Congregazione per il clero, il 17 gennaio 2009 del Pontificio Consiglio della cultura e il 9 marzo dello stesso anno del Consiglio per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede. Aveva inoltre fatto parte della Pontificia Commissione per l’America Latina.

Nel marzo 2013 aveva preso parte al Conclave per l’elezione di Papa Francesco. E nell’ottobre 2015 aveva partecipato all’assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi sulla vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo.