· Città del Vaticano ·

Guterres: «La catena del cibo genera ingiustizie»

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
24 settembre 2021

La produzione, distribuzione e consumo del cibo sul Pianeta hanno generato tre paradossi, dice il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. A dispetto del fatto che un terzo della produzione mondiale di cibo finisca nei rifiuti ogni anno, 462 milioni di persone non ne ha a tavola (le statistiche dell’Onu segnalano la cifra alla eufemistica voce “persone sottopeso”). Due miliardi di uomini e donne, al contrario, arrivano fino all’obesità (condizione patologica). Inoltre, sempre a dispetto della gran capacità di produrre alimenti, tre miliardi fra gli abitanti del Pianeta si nutre di cibo di scarsa qualità (condizione che favorisce obesità, malattie, ritardi cognitivi).

Il cibo dunque è tanto, poco accessibile per i poveri, e, allo stesso tempo, non sempre garantisce la salute dell’acquirente medio al quale è destinato. Guterres, al vertice sul cibo a margine dell’assemblea delle Nazioni Unite, ha indicato una via in tre tappe. La prima prevede la buona volontà di imprese e governi nel garantire l’accesso al cibo sano. Impegno arduo, visto che tocca tutto lo spettro della crisi attuale (dall’inquinamento, al mutamento del clima, al modello di produzione).

La seconda tappa, per Guterres, parte da «sistemi alimentari che proteggano il pianeta». Il segretario generale ha così ricordato la già citata necessità di rivedere il sistema della produzione agricola e degli allevamenti intensivi, adatti alla superproduzione, meno all’ambiente. Infine la terza tappa fa riferimento, non a caso, a filiere di produzione «in grado di supportare la prosperità, non solo delle imprese, ma degli agricoltori e dei lavoratori del settore alimentare». La catena del cibo, dunque, è forse la prima supply chain fra quelle all’attenzione in questa crisi, ad avere bisogno di interventi profondi nell’interesse di tutti.

di Chiara Graziani