· Città del Vaticano ·

Un pellegrinaggio concluso ai piedi di Maria

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15 settembre 2021

Un pellegrinaggio mariano per ringraziare Dio delle quattro giornate trascorse in Slovacchia, concluse nell’abbraccio al popolo che abita questo Paese, celebrando con esso la grande festa religiosa e nazionale della patrona, la Vergine Addolorata.

Nell’ultimo giorno del viaggio, mercoledì 15 settembre, Papa Francesco si è recato a Šaštín, a ovest di Bratislava, nel santuario slovacco più importante e antico, dove annualmente si svolge proprio in questo giorno il grande pellegrinaggio in onore della Madonna dei Sette Dolori, una devozione che guarda dai momenti più dolorosi della vita della Vergine, citati nei Vangeli nelle tradizioni popolari: dalla profezia di Simeone alla sepoltura di Gesù. Un appuntamento molto sentito in questa terra in cui su cinque milioni e mezzo di abitanti, ben quattro milioni sono cattolici (72 per cento della popolazione).

In una bella mattinata, ancora scaldata dal sole, davanti a una folla di sessantamila persone raccolte in preghiera sulla spianata antistante il complesso, il vescovo di Roma ha presieduto la celebrazione eucaristica per invocare l’intercessione della Vergine e ricordarne al mondo la testimonianza di speranza: perché, ha spiegato all’omelia, «Maria Addolorata, sotto la croce, semplicemente rimane. Non scappa, non tenta di salvare sé stessa, non usa artifici umani e anestetizzanti spirituali per sfuggire al dolore».

Le origini di questo luogo di culto risalgono al xvi secolo, quando la piccola cappella di un crocevia accolse una statua lignea dell’Addolorata (alta 85 centimetri) con il Cristo morto sulle ginocchia. Commissionata da una nobildonna locale per adempiere un voto, divenne presto meta di devozione popolare e alla fine del Settecento venne costruita dall’ordine di San Paolo primo eremita l’attuale chiesa in cui è custodita la sacra immagine. Il 22 aprile 1927 Pio xi , con il decreto Celebre apud Slovaccham gentem, dichiarò la Vergine dei Sette Dolori patrona della Slovacchia; seguito da Paolo vi che con il decreto Quam pulchra il 23 novembre 1964 elevò il tempio a basilica minore. La devozione crebbe in particolare durante gli anni del regime comunista e il 6 giugno 1987 venne a pregare qui madre Teresa di Calcutta, mentre il 1° luglio 1995 Giovanni Paolo ii vi celebrò la messa.

Papa Bergoglio è giunto in macchina dopo essersi congedato dal personale, dai benefattori e dagli amici della nunziatura apostolica che lo hanno ospitato durante il soggiorno a Bratislava, lasciando in dono una formella della medaglia del viaggio — che riproduce proprio la Madonna di Šaštín —, un calice e un mosaico con lo stemma pontificio.

Giunto nella regione che è particolarmente legata all’arrivo dei santi Cirillo e Metodio in Slovacchia, ha voluto un momento di preghiera con i presuli della Konferencia biskupov Slovenska (Kbs). I pastori delle 11 circoscrizioni ecclesiastiche slovacche — 8 di rito latino e 3 di rito bizantino — e dell’ordinariato militare hanno poi concelebrato con lui, insieme ad altri ottanta vescovi e a cinquecento sacerdoti. Sull’imponente altare, erano collocati la statua della Madonna dei Sette Dolori e una croce di legno realizzata con le travi del tetto danneggiato della chiesa di San Giacomo il maggiore a Moravská Nová Ves, un vicino villaggio della Repubblica Ceca gravemente colpito da un tornado nel giugno scorso, di cui parlò il Papa stesso all’Angelus domenicale.

Dopo un lungo giro in papamobile tra la folla festante che sventolava bandierine e intonava canti, Francesco ha presieduto l’eucaristia, scandita dalle letture (At 1, 12-14, 1 Pt 4, 13-16 e Lc 2, 33-35) proclamate in slovacco. Quindi si è levata la preghiera dei fedeli con intenzioni, oltre che nella lingua nazionale, anche in inglese, tedesco, ungherese, romaní. Da ultimo il Papa ha impartito la benedizione alle famiglie e offerto una rosa d’oro alla Madonna di Šaštín. È il dono tradizionale dei Pontefici in visita ai santuari mariani: una base in marmo sormontata da un vaso in argento con lo stemma papale, da cui partono i rami con quattro rose e le foglie.

Al termine, Francesco ha raggiunto l’aeroporto di Bratislava, dov’è stato accolto dalla presidente della Repubblica, con cui ha avuto un incontro privato di alcuni minuti, seguito dalla guardia d’onore e dal saluto delle delegazioni.

Il Papa è salito per ultimo a bordo del velivolo che lo riconduce a Roma, dove nel primo pomeriggio è previsto l’atterraggio allo scalo di Ciampino.

Si è concluso così il 34° viaggio internazionale di Francesco, il secondo — dopo quello in Iraq — in tempo di pandemia, il primo dopo l’intervento chirurgico al colon. Apparso in buona forma, nonostante l’agenda fittissima di impegni, Francesco non si è risparmiato partecipando sempre sorridente a tutti gli incontri, aggiungendone anche alcuni fuori programma, e alle celebrazioni: per ogni persona incontrata un saluto, una stretta di mano, un gesto benedicente, una parola di incoraggiamento.

dal nostro inviato
Gianluca Biccini