· Città del Vaticano ·

La Fao pronta a dare seguito al vertice Onu sull’alimentazione

Trasformare insieme i sistemi agroalimentari

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
15 settembre 2021

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) è entrata in una nuova era, con una nuova struttura e una nuova dinamica. L’Agenda 2030, con i suoi Obiettivi di sviluppo sostenibile (Oss) si sta avvicinando e dobbiamo trasformare i nostri sistemi agroalimentari in modo urgente e olistico. Questa trasformazione richiede un approccio sistemico e la nostra azione collettiva “Mano nella mano”, con produttori, distributori e consumatori, insieme a governi, settore privato, mondo accademico e società civile.

È questo che implica l’imminente vertice Onu sui sistemi alimentari, ed è questo quello che la Fao vuole realizzare, insieme a tutti i suoi partner, attraverso il nuovo Quadro strategico Fao 2022-2031. L’azione di ognuno di noi ha un impatto sul futuro del nostro pianeta tramite i nostri sistemi agroalimentari.

Il Vertice giunge al momento giusto. Dopo anni di calo, il numero delle persone che soffrono la fame cresce da ben cinque anni, e oggi ammonta a niente meno che 811 milioni di persone. Al tempo stesso, l’obesità e altre malattie non trasmissibili sono problemi in costante crescita, associati a modelli di consumo e a diete sane non sufficientemente diversificate. Molte delle nostre attuali pratiche agroalimentari stanno esigendo un pesante tributo dal nostro pianeta. I nostri sistemi agroalimentari non stanno funzionando a dovere. Cosa dobbiamo fare per trasformarli? In che modo ognuno di noi agisce su questo processo?

In qualità di organizzazione internazionale leader in questo campo, la Fao invoca e sostiene la trasformazione dei sistemi agroalimentari. Il concetto di “sistema agroalimentare” copre il viaggio del cibo dalla lavorazione del terreno fino al piatto — da quando viene seminato, coltivato e poi raccolto, trasformato, imballato, trasportato, distribuito, venduto, comprato, preparato, mangiato e smaltito. Comprende prodotti non alimentari, come le risorse forestali, l’allevamento degli animali, l’uso di materie prime agricole, la biomassa per produrre biocarburanti e fibre; comprende, inoltre, tutte le attività, gli investimenti e le scelte fatte, e produce i suoi effetti sui mezzi di sussistenza di tutte le persone che hanno un ruolo nel metterci a disposizione i prodotti agroalimentari.

Con competenze che spaziano dalle analisi politico-strategiche a quelle di fattibilità, dall’innovazione scientifica alla gestione delle risorse fondiarie, idriche, zootecniche e ittiche, dalla biodiversità al clima, dalla sicurezza alimentare al lavoro normativo, fino ai dati geospaziali e alla tecnologia digitale, la Fao è in prima linea nel sostenere la preparazione di questo importante Vertice globale; ancora più importante, coerentemente con il suo mandato, la Fao assumerà un ruolo guida nell’attuazione delle azioni a seguito del Vertice. A luglio si è tenuto presso la Sede centrale della Fao un pre-vertice straordinario di grande successo sui sistemi alimentari. Insieme al Capo economista e allo Scienziato capo della Fao, faccio parte degli organi consultivi del Vertice, nonché dei gruppi scientifici e di lavoro. Lavoriamo strettamente con colleghi esperti sia all’interno che all’esterno del sistema Onu. Con una presenza in oltre 130 Paesi, le nostre squadre sul campo continuano a sostenere “dialoghi nazionali” che contribuiscono a portare avanti i risultati del Vertice e le priorità nazionali, facendo sì che siano mirate e orientate a trovare soluzioni.

La trasformazione dei nostri sistemi agroalimentari dipende, in ultima analisi, dalle azioni condotte a livello nazionale e locale. La cultura è un aspetto importante. Basta solo dare un’occhiata alle cucine per notare quanto siano diversi i sistemi agroalimentari fra i Paesi, ma anche al loro interno. Più della metà della popolazione mondiale, circa 4,5 miliardi di persone, guadagna da vivere direttamente attraverso le catene agroalimentari di produzione, approvvigionamento e valore. E, essendo tutti consumatori di cibo, possiamo cambiare le regole del gioco.

E cosa serve per la trasformazione? Alla Fao abbiamo individuato quattro acceleratori trasversali/intersettoriali: tecnologia, innovazione, dati e “complementi” (sistema di governo, capitale umano e istituzioni). La Fao si sta organizzando e preparando al meglio da due anni per guidare il processo. Il nostro Quadro strategico approvato dai Membri è incentrato sul sostegno per conseguire gli Oss tramite la trasformazione dei sistemi agroalimentari in sistemi più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili, finalizzati ai “quattro miglioramenti”: produzione migliore, nutrizione migliore, ambiente migliore e vita migliore.

Abbiamo riformato la nostra struttura organizzativa e l’abbiamo resa più agile e modulare, in modo da essere in grado di perseguire l’obiettivo. Per esempio, la posizione di Scienziato capo, di nuova creazione, l’Ufficio dell’innovazione e l’Ufficio per gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono azioni concrete al fine di rafforzare il ruolo della scienza e dell’innovazione al fine di integrare il lavoro condotto dal Capo economista per sostenere la trasformazione, nonché per seguire la realizzazione degli Oss. L’innovazione non si limita alla tecnologia. È anche una questione di approcci e di politiche. Una questione di mentalità.

Paesi, comunità e settori determineranno i loro percorsi di trasformazione. Il nostro obiettivo è pragmatico: consolidare il senso di appartenenza dei Membri e sostenerli, passando dalle parole ai fatti e conseguendo risultati concreti sul campo.

La Fao dispone delle competenze e delle reti, nonché di una vasta gamma di strumenti per fornire assistenza. La nostra iniziativa “Mano nella mano” ha sviluppato piattaforme geospaziali ad accesso libero che possono calcolare le coperture forestali, il potenziale di sequestro del carbonio e i tassi di evaporazione dell’acqua. I nostri sistemi di allarme rapido in rete possono mettere in guardia da imminenti siccità o da attacchi parassitari alle colture. Le nostre applicazioni calcolano le condizioni di domanda e approvvigionamento di foraggio in aree inclini a siccità o conflitti. Inoltre, il nostro lavoro analitico, compresa l’opera di modellizzazione, ha valutato negli ultimi tempi sia le conseguenze e i compromessi di azioni e sistemi proposti che producono spesso effetti negativi a livello sociale, economico e ambientale, sia il modo migliore per mobilitare al meglio i sostegni fiscali a favore dei sistemi agroalimentari.

La Fao si trova nella posizione ideale ed è pronta ad assumere piene responsabilità una volta che il vertice avrà preso le sue decisioni, e andrà avanti per catalizzare gli effetti insieme a tutti gli amici e le parti in causa.

I sistemi agroalimentari sono complessi e diversi. Siamo tutti d’accordo nel dire che essi non realizzano il loro pieno potenziale se sfruttati come fatto finora. Dobbiamo elaborare soluzioni per realizzare i “quattro miglioramenti”, senza lasciare nessuno indietro. La Fao ha la capacità di guidare questo processo, con i suoi partner, per un mondo migliore.

*Direttore Generale
dell’Organizzazione
delle Nazioni Unite
per l’alimentazione e l’agricoltura

di Qu Dongyu *