· Città del Vaticano ·

Durante il volo da Roma alla capitale ungherese

Telegrammi a capi di Stato

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13 settembre 2021

Papa Francesco era partito da Roma alla volta di Budapest per la prima tappa del viaggio apostolico nella mattina di domenica 12 settembre. Giunto in automobile all’aeroporto di Fiumicino si era imbarcato sul velivolo dell’Alitalia decollato alle ore 6.10 e atterrato alle 7.42 nella capitale ungherese.

Accompagnano il vescovo di Roma in questa sua 34a visita fuori dall’Italia i cardinali Pietro Parolin, segretario di Stato, Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, e Miguel Ángel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso; gli arcivescovi Edgar Peña Parra, sostituto della Segreteria di Stato, e Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati; i monsignori Guido Marini, maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, nominato lo scorso 29 agosto vescovo di Tortona; Dieudonné Datonou, per l’ultima volta come responsabile dell’organizzazione dei viaggi papali perché anch’egli elevato all’episcopato, e George Jacob Koovakad, che gli succede nell’incarico; e don Francesco Cosentino, officiale della Segreteria di Stato; i cerimonieri pontifici Ján Dubina e L’ubomír Welnitz; e, tra gli altri, il gesuita Antonio Spadaro, direttore de «La Civiltà Cattolica»; il prefetto del Dicastero per la comunicazione, Paolo Ruffini, con il direttore editoriale, Andrea Tornielli; il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, e il direttore de «L’Osservatore Romano», Andrea Monda; gli aiutanti di camera Sandro Mariotti e Pier Giorgio Zanetti. A Budapest si sono uniti al seguito papale il cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e primate di Ungheria, il nunzio apostolico Michael A. Blume, i vescovi András Veres, presidente della Conferenza episcopale nazionale, e Gábor Mohos, ausiliare di Esztergom-Budapest e coordinatore locale dell’organizzazione; monsignor José N. J. Salas Castañeda, segretario della nunziatura, e il sacerdote Balázs Levente Martos, con funzioni di interprete.

Subito dopo il decollo, Francesco aveva inviato i seguenti telegrammi ai capi di Stato dei Paesi sorvolati.

A Sua Eccellenza
On. Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Palazzo del Quirinale
00187 Roma

Nel momento in cui mi accingo a partire per Budapest in occasione della giornata conclusiva del Congresso Eucaristico Internazionale, diretto poi in Slovacchia per incontrare i fratelli nella fede e gli altri abitanti di quella Nazione, mi è gradito rivolgere a Lei, Signor Presidente, e all’intero popolo italiano il mio cordiale pensiero che accompagno con sinceri auspici di serenità e di generoso impegno per il bene comune.

Franciscus pp.

His Excellency Zoran Milanović
President of the Republic of Croatia
Zagreb

I extend best wishes to Your Excellency and your fellow citizens as I travel through croatian airspace on my apostolic journey to Budapest and Slovakia. Invoking the Divine Blessings of peace and well-being upon the Nation, I offer the assurance of my prayers.

Franciscus pp.

* * *

Terminata la visita a Budapest, il Pontefice si era trasferito in aereo a Bratislava e durante il volo aveva fatto pervenire al presidente della Repubblica di Ungheria il seguente telegramma.

His Excellency János Áder
President of the Republic
of Hungary
Budapest

Upon my departure from Budapest following the celebration of the International Eucharistic Congress, i express my gratitude to Your Excellency and your fellow citizens for the warm hospitality I experienced and pray that the Lord will bless the Nation and its people.

Franciscus pp.