· Città del Vaticano ·

A Lille 140 anni fa il primo appuntamento

I Pontefici e i congressi eucaristici

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10 settembre 2021

Dall’Eucaristia nasce la vita nuova perché «cambia i cuori». Francesco lo aveva ricordato nel videomessaggio di chiusura del Congresso eucaristico di Cebu, nelle Filippine, nel 2016. Aveva allora sottolineato che l’Eucaristia «ci permette di proteggere chi è povero e vulnerabile e di essere sensibili al grido dei nostri fratelli e le nostre sorelle nel bisogno». Cebu ha lasciato il testimone del Congresso eucaristico a Budapest, dove il Papa si recherà domenica. Francesco è il terzo Pontefice, in epoca moderna, a prendere parte a un Congresso eucaristico internazionale. Prima di lui, Paolo vi era stato in India e in Colombia e ovviamente più numerose, nel suo lungo Pontificato, sono state le partecipazioni di Giovanni Paolo ii .

L’Ungheria ospita per la seconda volta questo avvenimento. La prima era stata nel 1938 e allora si respirava la paura di un nuovo conflitto mondiale, sul Congresso pesava il veto di Hitler che aveva proibito ai cattolici tedeschi di partecipare, ma l’anima cristiana del Paese aveva lavorato con dedizione per circa un anno, come testimonia ad esempio la presenza dei minatori, in circa 800 parrocchie, ai riti di preparazione. Papa Pio xi aveva inviato come suo legato il cardinale Pacelli, e il futuro Pio xii assistette in quella occasione a un grande ridestarsi della fede.

La pandemia ha fatto scalare di un anno il Congresso che ha avuto origini in Francia nella metà del xix secolo. La sua storia si intreccia con i cambiamenti del mondo, le guerre sul campo e quelle fredde. È nel 1881, a Lille, in Francia, che nasce il primo appuntamento eucaristico, grazie all’impegno della laica Émilie-Marie Tamisier, sostenuta da monsignor Gaston de Ségur. A Lille, con rappresentanti di otto Paesi si decide di dare un carattere permanente ai Congressi eucaristici, da tenersi ogni anno. La scelta successiva cade su Avignone, la “città dei Papi”, poi a seguire Liegi, Friburgo, Parigi, con l’evento che assume una fisionomia sempre più internazionale. Si tocca anche Gerusalemme, nel 1893, su spinta di Papa Leone xiii , perché la sua intenzione era di chiedere a Dio «di riunire nell’integrità di una stessa fede i popoli di quelle regioni che, nonostante siano separati da noi, portano il nome di Cristiani». L’ultimo Congresso eucaristico del xix secolo si celebra a Lourdes, nel 1899.

Nel 1905, per la prima volta, l’evento si tiene a Roma. Papa è Pio x , di cui si ricorda la preghiera davanti al Santissimo e la raccomandazione ad accostarsi all’Eucaristica perché dal cielo scendano «la pace, la carità, il bene universale». Dopo Londra, nel 1910, il Congresso eucaristico vola oltreoceano a Montréal, in Canada. Scoppia la Prima guerra mondiale e il filo si riannoda solo nel 1922, di nuovo a Roma con Pio xi . A partire da questo momento e fino al Secondo conflitto mondiale, i Congressi si succedono ogni due anni, tra Amsterdam, Chicago, Sydney e fino in Africa, a Cartagine, nel 1930. A Tunisi il legato pontificio, il cardinale Lépicier, arriva con il vapore Città di Napoli che batteva bandiera pontificia.

Dopo la guerra gli appuntamenti ripartono da Barcellona nel 1952, a cadenza quadriennale. E da Monaco ‘60 riprende, evoluto nella concezione e aggiornato nella pratica, un uso dell’antica Chiesa di Roma, quello della Statio Urbis, quando il Papa e il popolo si stringevano in preghiera in determinate occasioni. Di lì, dilatata su scala internazionale, si afferma la Statio Orbis, «una sosta di impegno e di preghiera» in cui le Chiese particolari si uniscono in comunione intorno al mistero eucaristico.

Il concilio Vaticano ii apre i Congressi eucaristici ai bisogni dell’umanità. Giovanni xxiii sceglie Bombay come sede della 38a edizione, ma in India va Papa Montini, che fa approdare una nave carica di grano e prima di partire dona la propria automobile a madre Teresa di Calcutta. Quattro anni dopo Paolo vi è in Colombia: è il 1968, soffia il vento del cambiamento e a Bogotá la presenza del Pontefice segna l’impegno della Chiesa per la promozione di uno sviluppo spirituale e materiale. I temi sociali e i valori universali della famiglia, della pace, la nuova evangelizzazione, sono il cuore degli incontri che si svolgono tra la fine degli anni Ottanta e per tutti gli anni Novanta del secolo scorso, in varie parti del mondo.

Nell’Anno santo del Grande giubileo del 2000 a presiedere il Congresso eucaristico a Roma è Giovanni Paolo ii , che in passato aveva già fatto tappa a Nairobi nel 1985, Seoul nel 1989, Siviglia nel 1993 e Wrokław, in Polonia, nel 1997. Nel 2008 è il Quebec a ospitare l’evento e Benedetto xvi tiene l’omelia dal Palazzo apostolico. L’Eucaristia, afferma in quella circostanza, è l’espressione «per eccellenza dell’amore di Dio» che invita all’impegno, a difendere la vita in ogni momento.

Il decennio da poco concluso si apre poi con l’approdo del Congresso eucaristico in Irlanda nel 2012. Quella di Dublino è un’edizione di particolare delicatezza, un’occasione di rinnovamento per la Chiesa locale scossa dagli abusi sessuali perpetrati su minori da parte di chierici. A questo fa cenno lo stesso Papa Ratzinger quando esorta a pregare Dio «per divenire veri testimoni del suo amore, testimoni della sua verità».

Infine, come ricordato, nel 2016 è la volta di Cebu, nelle Filippine. Con un videomessaggio Papa Francesco rilanciando l’essenza del proprio magistero, esorta la Chiesa a portare il «balsamo dell’amore misericordioso di Dio» all’umanità, «fasciando ferite» e recando «speranza laddove la disperazione tanto spesso sembra avere il sopravvento».

di Benedetta Capelli