· Città del Vaticano ·

Tigray senza pace e senza cibo

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09 settembre 2021

Si aggrava la crisi umanitaria nella regione etiopica del Tigray. La Fao, in un comunicato, ha denunciato le drammatiche condizioni della popolazione sfiancata dalla carenza di generi alimentari e di prima necessità, e da continue violenze, perpetrate soprattutto contro donne e bambini. Il conflitto, in corso dal novembre 2020, è esploso al culmine della stagione agricola (Meher), quando non erano ancora iniziati i raccolti. Secondo alcune stime oltre il 90 per cento della produzione agricola è andata perduta e il 15 per cento dei 17 milioni di capi di bestiame della regione è stato saccheggiato o macellato.

Nei giorni scorsi l’Onu aveva avvertito che, se non si attuano iniziative di pacificazione e di soccorso, in Etiopia si registrerà la «peggiore carestia mondiale degli ultimi decenni». Proprio ieri, in vista della prossima festività del capodanno, che in Etiopia sarà celebrata l’11 settembre, Papa Francesco, al termine dell’udienza generale, aveva rivolto il suo pensiero al popolo etiope, «in particolare a quanti soffrono a causa del conflitto in atto e della grave situazione umanitaria da esso causato», auspicando l’avvento di un «tempo di fraternità e di solidarietà» per tutto il Paese.