· Città del Vaticano ·

Al via a Budapest la cinquantaduesima edizione

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04 settembre 2021

Confermare la fede dei credenti, ricostruire l’identità della comunità cristiana mediante una nuova evangelizzazione, approfondire la comunione con Cristo e con i fratelli, lavorare alla riconciliazione fra i popoli. Con questi tre obiettivi dichiarati — come riporta il sito del Pontificio comitato organizzatore — si apre domani a Budapest il 52° Congresso eucaristico internazionale.

Il tempo dell’attesa, prolungatosi di un anno a causa della pandemia, è finito: il conto alla rovescia segna meno uno e nella capitale ungherese tutto è pronto per ospitare l’appuntamento, che si concluderà la domenica successiva, 12 settembre, con la messa celebrata da Papa Francesco. Sarà invece il cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, a presiedere nel pomeriggio del 5 quella di apertura con le prime comunioni, nel contesto della cerimonia inaugurale in piazza degli Eroi, cuore pulsante della città danubiana.

Preceduto da un simposio teologico di due giorni che si chiude oggi pomeriggio, l’avvenimento ha un fitto programma (visibile sul portale www.iec2020.hu) di celebrazioni, incontri, momenti di preghiera e di riflessione, condivisioni di esperienze, che riuniranno per una settimana rappresentanti di tutte le Chiese del mondo. «Inoltre, è l’occasione per rinsaldare il dialogo tra i cristiani, nella certezza che sono più le cose che ci uniscono di quelle che dividono», aggiungono dal Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali, presieduto dall’arcivescovo Piero Marini.

Con un anno di ritardo sulla tradizionale cadenza quadriennale, dopo Cebu 2016 nelle Filippine, si torna dunque nel vecchio continente sempre più secolarizzato e si torna a farlo nell’antica capitale europea che già nel 1938 aveva ospitato un Congresso eucaristico internazionale, il xxiv , sul tema «L’Eucaristia vincolo di carità». Vi partecipò come legato pontificio il cardinale Eugenio Pacelli, futuro Pio xii , in un’atmosfera di grandi timori poiché già incombeva la minaccia della Seconda guerra mondiale che di lì a poco sarebbe deflagrata. Per questo come Inno fu scelto un canto di invocazione per la pace e l’unità dei popoli e delle nazioni. Un motivo musicale divenuto nel tempo molto popolare tra i cattolici della regione, tanto da essere stato scelto, opportunamente riadattato e aggiornato, anche per il Congresso che inizia domani sul tema «Sono in te tutte le mie sorgenti» (Salmi 87, 7) e che culminerà nella processione eucaristica con fiaccolata di sabato sera, vigilia dell’arrivo di Papa Francesco, guidata dal cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e primate d’Ungheria.

di Gianluca Biccini