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Una seconda voce pensante
e libera per «Fratelli tutti»

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04 settembre 2021

«Discanto»,  edito dalle Paoline,  è  scritto da Maria Cristina Bartolomei , Emanuela Buccioni, Gabriella Caramore, Antonella Casiraghi, Asmae Dachan, Carla Danani, Rosanna Fersini, Marisa Forcina, Shulamit Furstenberg Levi, Silvia Giacomoni, Lidia Maggi, Luciana Miriam Mele, Lilia Sebastiani, Grazia Villa,  Rosanna Virgili. Ecco la presentazione firmata da Bartolomei e  Virgili, che sono anche le editor del libro.

Il volume offre quindici voci di donne che, in diversi mondi, dialogano con l’enciclica Fratelli tutti, offrendo commenti, echi, risonanze, ripresa di temi, in diversi generi letterari. Sono donne di differenti orientamenti: credenti di diverse confessioni cristiane e diverse religioni, non credenti, o, meglio, credenti nell’umano; tutte, comunque, «pensanti», secondo la distinzione che il cardinale Carlo Maria Martini segnalava come molto più significativa di quella tra credenti e non credenti; sono laiche e religiose; teologhe, bibliste, scrittrici, filosofe, scienziate, umaniste. Parecchie di loro si conoscevano già, ma non poche si «incontrano» per la prima volta solo nel libro. Questo composito coro è frutto della adesione a una proposta inizialmente lanciata a un ampio gruppo di teologhe cattoliche, maturata poi in prospettiva di un allargamento in senso ecumenico, interreligioso e interculturale, in sintonia con l’afflato universalistico dell’enciclica. Caratteristica della proposta è stata la sua apertura. L’iniziativa, muovendo dal riconoscimento della importanza dell’enciclica, aveva l’intento dichiarato di aprire una interlocuzione con essa da parte delle donne, che la valorizzassero, ripensandone e riprendendone i nuclei di contenuto a partire dalle loro competenze e dalla esperienza femminile del mondo. Entro la condivisione di tale orientamento di fondo, ognuna che avesse aderito era libera di scrivere sui temi e nel modo a lei più congeniale.

 Fin dall’inizio è stato chiaro e condiviso da tutte che non si sarebbe costruito un progetto entro il quale collocare i contributi. Una scelta non di comodo, anzi per certi aspetti rischiosa, in quanto avrebbe potuto avere come esito una raccolta non solo ricca di differenze e varietà, ma frammentaria e disomogenea, priva di un riferimento che desse unità pur nella non uniformità di stili, interessi e vedute. Ma il positivo era che in tal modo si sarebbe data libera voce alle donne, consentendo loro di interagire in autonomia con le sollecitazioni dell’enciclica. Per questo il libro non ha delle curatrici; solo due editors : ossia due delle contributrici che si sono rese disponibili a tenere le fila, mantenere i contatti con autrici ed editrice, individuare i nuclei intorno ai quali raggruppare gli apporti, senza intervenire su di essi. La disponibilità delle Paoline — una casa editrice le cui responsabili sono donne — a coinvolgersi nella iniziativa e a sostenerla, rende questo un libro tutto al femminile. Un femminile in dialogo con i fratelli e le sorelle tutti.