· Città del Vaticano ·

Suore

L’eremita e il Volto santo

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04 settembre 2021

Blandina, una vita a studiare il telo di Manoppello


L’eremo di Santa Maria è in Abruzzo, in cima a una collina da cui si domina il paese di Manoppello ai piedi della montagna della Majella, la basilica del Volto Santo e la vallata. Per arrivarci ci si arrampica su un sentiero scomodo e qui, davanti al cancello di ferro battuto al numero 1 di via Padre Domenico da Cese, è parcheggiata già pronta per la discesa una macchinina uguale a quelle che guidano gli adolescenti senza patente.

E’ l’auto dell’eremita Blandina Paschalis Schlömer, 78 anni, suora appartenuta all’Ordine delle Missionarie del Preziosissimo sangue e poi passata all’Ordine delle Trappiste fino al giorno in cui chiese il permesso di lasciare la vita di comunità per continuare sul posto i suoi studi sul Volto Santo, quel velo leggero con l’immagine di un viso maschile con i capelli lunghi e la barba divisa a bande, che ritiene essere corrispondente al volto di Cristo.

La Madre superiora  capì ma le pose una condizione: che si rendesse economicamente autosufficiente. Suor Blandina rispose subito sì, perché per lei la sopravvivenza non avrebbe rappresentato un problema. E così è stato: decise di chiudersi in eremitaggio a Manoppello per dimostrare ai fedeli e al mondo intero che l’immagine impressa nel sottile velo, si ipotizza di bisso, del Volto Santo e quella della Sacra Sindone sono perfettamente sovrapponibili. In entrambi i casi — ritiene suor Blandina — è la faccia di Gesù.

Suor Blandina è un’eremita moderna, ha un’automobilina perché non è mai riuscita a prendere la patente e deve pur fare la spesa; e ha anche Whatsapp, Twitter e Signal, perché conosce l’importanza dei social e della comunicazione ed è convinta che i suoi studi con le sue febbrili ricerche devono essere diffusi e condivisi anche col tam tam e il passaparola.

La sua è una casa gialla a due piani, all’ingresso le ciotole per i tre gatti che accudisce, al piano terra lo studio, le icone, i computer, la libreria, i doni dei pellegrini. È arrivata qui nel 2003 ma quella incredibile attrazione per il volto di Gesù l’ha accompagnata da sempre, sin da quando era una ragazzina.

Ha voglia di parlare, di raccontare suor Blandina:

«Prima per me c’era solo la Sindone, di cui avevo scoperto l’esistenza nel 1965. Da giovane ero sempre e costantemente attratta dall’esteriorità della bellezza e impiegai del tempo prima di rendermi conto che la bellezza vera non si trovava nelle cose esteriori. Mi sono imbattuta nel Volto Santo per caso: lessi su un settimanale italiano un articolo di Renzo Allegri, il biografo di padre Pio».

L’articolo, scritto dal giornalista nel 1978 mentre era in vacanza al mare in Abruzzo, venne ripreso da un giornale cattolico svizzero in lingua tedesca che capitò nel monastero delle suore trappiste in Germania e quindi nelle mani della giovane suor Blandina. «Lessi e rilessi e feci una riflessione: se la reliquia di Manoppello rappresenta veramente il volto di Gesù, deve essere uguale a quello della Sindone. Incollai la foto del giornale al muro della mia cella. Mi provocava spavento, quell’immagine, ogni volta che la guardavo. Accanto al Volto Santo misi l’immagine della Sindone e rimasi a riflettere, giorni e giorni. Così scrissi al Santuario di Manoppello chiedendo una fotografia a colori del “Volto Santo” più grande di quel ritaglio di giornale. A quel punto le somiglianze mi apparvero più visibili». Con una differenza: sulla Sindone è raffigurato Gesù da morto mentre sul Volto Santo è vivo, sia pure segnato dal martirio, ha gli occhi aperti. Risorto.

Sostiene suor Blandina che se la Sindone è il telo che ha avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro, il velo di Manoppello è quello posto sopra la Sindone.  E spiega che nelle due reliquie le misure sono identiche, che le ecchimosi, gli edemi, le ferite della fronte, del naso, i grumi di sangue coagulato sono nelle stesse posizioni.

«Continuai a studiare, avevo bisogno di prove, di altri riscontri. Tutti diffidavano di quello che dicevo, mi prendevano per matta. Feci trasferire le due immagini su pellicole lucide e quando le sovrapposi ebbi la certezza che si trattasse dello stesso volto perché ogni punto combaciava perfettamente».

Suor Blandina si infervora ripercorrendo il cammino che l’ha condotta qui, dove tutti le vogliono bene e la stimano, soprattutto da quando, il primo settembre 2006, a Manoppello è arrivato Benedetto xvi , il primo pontefice a visitare il santuario. Il Papa si fermò in raccoglimento davanti al Volto Santo. I fedeli hanno letto in quel gesto e nell’elevazione del Santuario a basilica minore, avvenuta di lì a poco, il segno di un implicito riconoscimento.

«Ho sempre insistito, sono stata tenace, quasi ossessiva. Ho incontrato il padre gesuita Heinrich Pfeiffer, docente di storia dell’Arte cristiana all’Università Gregoriana di Roma e membro della Pontificia commissione per i Beni culturali della Chiesa. Venne a Manoppello, studiò la reliquia. Fu lui a dirmi che il Volto poteva essere l’originale della Veronica romana che veniva mostrata a Roma ai pellegrini e che si riteneva fosse andata perduta». E che poi secondo una ricostruzione dai particolari però ancora incerti, fu donata ai frati Cappuccini di Manoppello, che la custodiscono da oltre 500 anni.

Un altro studioso, padre Andreas Resch, religioso redentorista, analizzò i dati di suor Blandina al computer e concluse che le somiglianze tra Sindone e Volto Santo non sono una coincidenza, che i due volti appartengono alla stessa persona e che entrambe sono immagini acheropite, cioè non create da mano umana, nonostante alcuni sostengano che il Volto Santo sia in realtà un dipinto del Cinquecento di Albert Durer.

«Chi non vuole obbedire a Dio e alle sue leggi — dice suor Blandina — non vedrà mai niente».

Mostra le due immagini, la Sindone e il Volto Santo, raffigurate sui lucidi, le sovrappone, indica i punti in cui coincidono perfettamente. E ogni volta che le guarda, ha un tremito, dice, un altro segno.

«Sono arrivata quasi a 80 anni, sono stati scritti libri importanti, articoli scientifici, si è prodotto un interesse molto forte per il Volto Santo ma le mie ricerche in fondo non riscuotono ancora molta attenzione», si rammarica.

«Ma non importa, a me interessa dimostrare ai fedeli che questo è il volto di Gesù, lo stesso della Sindone».

E a Manoppello i pellegrini sono migliaia ogni anno (almeno fino al 2019, prima della pandemia), arrivano in visita alla basilica del Volto Santo e poi si arrampicano sul sentiero che porta all’eremo di Santa Maria. Da suor Blandina.

di Lilli Mandara