· Città del Vaticano ·

Abitudini

03 settembre 2021
Ormai sono un bel po’ di mesi che stiamo celebrando con la nuova traduzione del Messale. Facciamo un bilancio semi-serio. Direi che sul Padre Nostro ci siamo. Persiste qualche fedele che usa ancora la traduzione vecchia, ma si accorge dello sbaglio in tempo grazie all’aggiunta di “anche”: qualcuno lo dimentica, ma accorgendosi dell’omissione (che risulta piuttosto impercettibile), ha tempo di correggersi con una certa nonchalance, evitando il più grave errore su «non abbandonarci alla tentazione». Qualche difficoltà in più è rilevabile sull’atto penitenziale: il «fratelli e sorelle» non è così immediato. Per un po’ di secoli eravamo abituati che il maschile comprendesse anche la forma generica, adesso ci vuole un po’ di tempo a entrare nella nuova sensibilità per ...

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