· Città del Vaticano ·

Il mistero del male nel «Silmarillion» e nelle opere del compositore ungherese

Tolkien, Liszt e la danza della creazione

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02 settembre 2021
I tolkieniani più devoti sanno che il Legendarium del professore di Oxford inizia in musica. Chi apre la prima pagina del Silmarillion, l’opera che ha accompagnato tutta la vita di Tolkien, conclusasi il 2 settembre 1973, ma che paradossalmente venne pubblicata solo postuma, chi decide insomma, quasi sempre dopo aver letto il Signore degli Anelli, di risalire alle fonti della mitologia della Terra di mezzo, si ritrova in un’alba di quell’universo che risuona di temi musicali. Sono passi in cui Tolkien ricorre a un ritmo e a una lingua ieratica, oracolare per far percepire le melodie attraverso le quali quel mondo prende vita: consonanti se si accordano alla mente di Iluvatar, il dio supremo, ma anche dissonanti, quando alla maniera del Lucifero biblico, Melkor decide di sviluppare un proprio motivo, di far prevalere la seduzione ...

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