· Città del Vaticano ·

Il racconto

Quando lasci fare allo Spirito Santo

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
01 settembre 2021

«Quando lasci fare allo Spirito Santo e ci pensa lui a cambiare il volto di una parrocchia...»: così si presentano stamani, nell’aula Paolo vi , i sessanta giovani della comunità di Sant Pere d’Octaviá a Sant Cugat del Vallés, nella diocesi spagnola di Terrassa, vicino Barcellona. «Sacerdoti e laici insieme stanno dando vita a una bellissima, spontanea, esperienza di evangelizzazione e con gioia siamo testimoni, appunto, di come lo Spirito Santo stia operando nelle vite anche delle persone non credenti e “lontane” attraverso la grazia dei sacramenti e l’adorazione eucaristica», racconta don Álex Serra, vicario parrocchiale di Sant Pere d’Octaviá.

Un entusiasmo che i giovani spagnoli hanno condiviso con Papa Francesco durante l’udienza generale.

E proprio il 1° settembre, Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, il Movimento Laudato sì’ ha voluto rilanciare questo impegno con un gesto simbolico: Stefano, 11 anni, ha consegnato al Papa una piccola “tenda di Abramo” —, “una casa per tutti” — realizzata con il più disparato materiale riciclato dalle donne, con bambini, richiedenti asilo del centro di accoglienza Arbësch di Civita (Cosenza). Un dono, spiega don Federico Tartaglia, parroco della Natività di Maria Santissima a Selva Candida, «che sta a significare come la crisi climatica abbia un “volto umano” e minacci l’esistenza di una moltitudine di persone in tutto il mondo, obbligando quelle più vulnerabili ad abbandonare la loro terra».

Don Santo Borrelli ha percorso a piedi 700 chilometri in 24 giorni, partendo l’8 agosto da Donnici, la frazione di Cosenza dove è parroco, per incontrare il Papa. «Il mio cammino è stata esperienza, ricerca interiore, preghiera» racconta. Francesco ha firmato una piccola pietra che don Santo porrà ora nelle fondamenta del nuovo centro della sua parrocchia di San Michele Arcangelo. «Al Papa ho chiesto di pregare per la mia comunità — dice — portandogli in dono, come segno del comune impegno a cercare il volto di Gesù, una piccola icona del Cristo Pantocratore». E al Pontefice ha regalato «anche una sciarpa che rappresenta le ansie, le preoccupazioni e le sofferenze della mia gente che ha donato i tanti, variegati, pezzetti di stoffa che la compongono»

«Incontrare oggi il Papa fa parte del nostro cammino sinodale come cristiani di Cuneo e di Fossano»: va dritto al punto monsignor Piero Delbosco, vescovo di entrambe le diocesi, che a Francesco ha presentato il vivace percorso che le comunità stanno vivendo insieme. «Con me sono venuti a Roma 6 sacerdoti e 31 laici» racconta il vescovo. «Abbiamo vissuto una prima fase sinodale facendo esperienza di ascolto e dal 1° ottobre organizzeremo cinque assemblee» fa presente, indicando proprio nell’unione delle diocesi di Cuneo di Fossano uno dei frutti principali del sinodo.

«Da alcuni anni — aggiunge monsignor Delbosco — è stato avviato un percorso verso l’unione delle due diocesi e questo passo esige cambiamenti sul piano dell’organizzazione, ma ancora di più sul piano della mentalità e delle tradizioni specifiche di ciascuna comunità».

Il sinodo interdiocesano sta coinvolgendo tutte le realtà ed «è un appello a coinvolgere le persone nel discernimento su quanto sta succedendo e su come possiamo immaginare il futuro. Da soli, né il vescovo, né i preti, né i laici carismatici possono guidare la Chiesa». E proprio «il magistero del Papa incoraggia a percorrere questa via, nella prospettiva di celebrare il sinodo della Chiesa italiana».

Il Pontefice ha inoltre incoraggiato le venticinque religiose missionarie francescane del Verbo Incarnato — la casa generalizia è a Fiesole — che stanno dando vita, ad Assisi, al loro capitolo generale. «La nostra missione è “preparare le vie al Signore” per far sì che ogni uomo e ogni donna si convertano a Dio» dice la superiora generale, suor Fátima Godiño. E così in Italia, Uruguay, Angola, Bolivia e Brasile, «considerando tutto “degno di missione”, privilegiamo la visita alle famiglie, l’inserimento nella pastorale parrocchiale e la presenza caritativa in particolare dove ci sono situazioni di maggiore necessità». E «per questo — spiega — siamo presenti nelle parrocchie e comunità di missione nella campagna, nelle case per anziani, nei centri giovanili, nei centri sanitari, particolarmente tra i più poveri e gli esclusi».

Cinquanta borse di studio che il Papa metterà «a disposizione dei ragazzi più bisognosi per consentirgli di praticare uno sport»: ecco il dono del Comitato regionale del Lazio della Federazione italiana golf. Il presidente Carlo Scatena, accompagnato da una significativa rappresentativa di golfisti, ha presentato a Francesco la maglia della 78ª edizione degli Open d’Italia, che si svolgeranno dal 2 al 5 settembre a Guidonia Montecelio, vicino Roma. E il Papa ha benedetto la pallina che sarà utilizzata per aprire il torneo e ha anche, simbolicamente, tirato un colpo con la mazza da golf.

Simpaticamente “rumorosa”, infine, la festosa presenza in aula dei “Tummarinari” che a Tonnici, nel Cosentino, coi loro tamburi accompagnano le processioni religiose e le manifestazioni popolari.

di Giampaolo Mattei