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Fede e Internet

Rita da Cascia
star anche dei social

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06 novembre 2021

Facebook, Instagram, youtube, Tik Tok: "luoghi di culto" per esprimere la devozione


Come accade un po’ per tutto, anche i santini oramai ce li portiamo sul cellulare, tutti insieme. Le pagine Instagram dedicate alle sante in fondo sono questo: immagini accompagnate da sentenze e preghiere. E anche, grazie a video e dirette, “luoghi di culto” a distanza. Il primo social su cui si sono affacciate le devozioni popolari, è però Facebook, dove ancora si incontrano le community più numerose. E qui, forse, possiamo parlare di edicole votive virtuali, con gli ex voto sotto forma di emoticon e gif, e le richieste di grazia via post.

Qualche santa, poi, si comincia ad affacciare su Tik Tok. A santa Rita è intitolato un account brasiliano, “santaritadecascia”, che passa dai video più classici, con musiche sacre e scene rituali, a quelli che osano un po’: immagini della santa che si combinano al ritmo di musica elettronica e movimenti di sacerdoti trasformati in passi di salsa e merengue.

La regina del web è decisamente lei, santa Rita da Cascia, la santa dei miracoli e delle cause impossibili. Su Instagram ha diversi profili dedicati: quasi 2.700 i follower del più seguito tra gli italiani; quasi 25 mila per i due brasiliani. Per non parlare delle fanpage dei devoti, che totalizzano oltre 50 mila follower. Ma a spopolare davvero è il profilo delle monache del monastero di Cascia: quasi 20 mila follower su Instagram, oltre 650mila su Facebook. Dove sabato 2 ottobre, per la festa dei nonni, è stato postato il dolcissimo videomessaggio di auguri di madre Natalina: «I nonni sono il passato, ma non sono passati…».

In generale, quando non si tratta di monasteri o istituzioni ecclesiastiche, questi profili sono gestiti dal basso. Account singoli o a gruppi, sempre molto attivi, fra preghiere, immagini, ricorrenze, storie di vita delle sante. E richieste di intercessione, come quella «per una coppia in crisi d’amore»: «Signore Gesù, cosa ci sta succedendo? Da qualche tempo le cose fra noi non vanno più bene… litighiamo per un nonnulla…urliamo, ci offendiamo…ci spiamo e ci controlliamo. Signore Gesù il vento è violento, le onde minacciose, per intercessione di santa Rita, santa della famiglia e del perdono, non lasciarci affondare, per il bene nostro, per il bene dei nostri figli, per il bene di tutti». E nei commenti, a decine, tutti si stringono intorno alla coppia in crisi, con qualche amen e tanti emoticon: mani giunte, cuori e rose rosse. Le rose di santa Rita.

Anche santa Rosalia ha migliaia di seguaci, e anche per lei, profili a suo nome si affiancano a quelli dei devoti. E a quello ufficiale della cattedrale di Palermo, seguito da oltre tremila persone su Instagram, e da più di 110mila su Facebook. Alla Santuzza del vicolo ci si rivolge quasi come a una persona di famiglia, con preghiere, foto ricordo e pensierini della buonanotte, anche in dialetto palermitano: «O santuzza Rusulia, tuttu u populu è cu tia,/ t’addumanna a dinucchiuni tanti grazi e tu li duni!». E qui, oltre agli amen e ai cuori, è un profluvio di gif: angeli che sbattono le ali, candele che si accendono, petali di rosa che formano cuori.

Grande attività sui social anche per santa Teresina di Lisieux, che deve la sua popolarità anche alla buona comunicazione. Morta a 25 anni nel monastero carmelitano in cui aveva trascorso quasi tutta la vita, è diventata dottore della chiesa, patrona di Francia con Giovanna d’Arco, patrona delle missioni, protettrice dei malati. Molto ha fatto crescere la sua immagine pubblica l’iniziativa della sorella che, nel 1898, ne pubblicò i diari, raccolti sotto il titolo Storia di un’anima: riflessioni teologiche, crisi mistiche, lettere, preghiere, ma anche testi teatrali e poesie.

«Dal mio rapporto speciale verso la Santa nasce questo gruppo — scrive il fondatore di una delle pagine di Facebook a lei dedicate — Lo scopo è quello di promuovere la devozione verso santa Teresa di Lisieux. Meditare sulla sua potente intercessione presso il cuore di Dio. Pregare per tutto il mondo, per tutte le richieste che arriveranno nel nostro gruppo». Sono decine di migliaia nel mondo, i seguaci di Teresina, e un’utente spiega perché: «A commuoverci è la sua teologia della piccola via: ricercare la santità non nelle grandi azioni, ma negli atti quotidiani, anche i più insignificanti».

Santa Chiara ha due profili aperti in suo nome, con la definizione esplicita di “personaggio pubblico”: uno gestito in Italia, su Facebook, che ha migliaia di follower e quasi seimila like; l’altro, su Instagram, gestito in Medio Oriente, dove le clarisse hanno monasteri (Nazareth e Gerusalemme in Israele, Yarzè in Libano, poi ci sono Alessandria d’Egitto, e Casablanca in Marocco): qui, i post sono in prevalenza in lingua araba, con un po’ d’inglese.

A darci la dimensione più generale del fenomeno, è Antonio Salvati, nel suo saggio contenuto nel volume I santi-internauti. Esplorazioni agiografiche nel web (pubblicato da Viella e curato da Claudia Santi e Daniele Solvi). Stando alla sua ricerca, basata su dati raccolti fino al 1° aprile 2019, le fanpage dedicate ai santi o al culto mariano raccolgono oltre due milioni e mezzo di utenti Facebook. Nella top ten italiana c’è sant’Agata, con oltre 63 mila fan. Anche santa Faustina Kowalska, santa Barbara, santa Lucia, santa Veneranda, sant’Anna, santa Brigida sono sante social, pur raggiungendo vette meno alte.

di Federica Re David