· Città del Vaticano ·

Osservatorio

Guardano di nuovo al Sinodo le donne dell’Amazzonia

06 novembre 2021

Suor Mariángel Marco Teja ha un sogno. «Una Chiesa inclusiva, nella quale uomini e donne esercitino la propria missione e ministerialità in modo pieno, al servizio della vita e del popolo di Dio».

E’ stato questo anelito profondo a guidarla a Roma, insieme alla delegazione del Nucleo Donne della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) e di Discerning Deacons, per l’apertura del Sinodo. Processo che lei vede in intima continuità con la precedente Assemblea dedicata all’Amazzonia, alla cui preparazione la religiosa, orsolina di Gesù, ha partecipato attivamente. L’evento ha prodotto frutti abbondanti per la Chiesa della regione, come dimostra la nascita della Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia (Ceama).

E ha ispirato l’inedita esperienza dell’Assemblea ecclesiale continentale, in programma dal 21 al 28 novembre a Città del Messico. Le donne dell’Amazzonia e della Repam, da parte loro, hanno visto rafforzata la propria capacità di organizzazione e incidenza. Per questo suor Mariángel guarda con speranza al nuovo Sinodo. È un Kairos, pensa, è l’opportunità per la Chiesa di operare quei cambiamenti di mentalità e struttura per vivere pienamente «comunione, partecipazione e missione», le tre chiavi di volta del percorso indicate da papa Francesco.

In quest’ambito si colloca, ritiene, il nodo della presenza femminile. «La piena partecipazione della donna, a livello pastorale, rappresentativo e decisionale è urgente per il bene di tutta la Chiesa. Deve essere effettiva l’uguaglianza dei battezzati e delle battezzate. Il Papa ha definito più volte il clericalismo come un male antico che sfigura la Chiesa. La presunta superiorità del clero sui laici, la confusione tra ministero e potere, contraddice il Vangelo».

E lo stesso Francesco, sottolinea suor Mariángel, ha denunciato la persistente marginalizzazione delle donne. «Nella Chiesa si tratta di una realtà che grida al cielo. Con la scusa che Gesù era un uomo, la donna è stata privata di ogni funzione rilevante. Così, però, si ignora che, con la Resurrezione, Cristo vive oltre il proprio corpo, in ogni cristiano, fatto a immagine e somiglianza di Dio».

Religiosa determinata e fiduciosa, suor Mariángel ritiene che si debba riflettere sui tanti temi che animano il dibattito attuale come la possibilità per le donne di fare le omelie. Nel suo sogno «dovrebbe contemplarsi la parità di genere in tutte le istanze organizzative della Chiesa. La Chiesa tutta, e non solo le donne, ci guadagnerebbe!».

di Lucia Capuzzi
Giornalista «Avvenire»