· Città del Vaticano ·

Le Idee

Controcorrente

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
06 novembre 2021

I santi non sono superuomini, né sono nati perfetti. Sono persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze, disse Francesco nel 2013 alla sua prima Festa di Ognissanti da Pontefice. Tanto è. E vale soprattutto per le sante e le beate di questo papato.

Se c’è una “politica” della santità femminile dell’attuale Pontefice, la troviamo infatti nella piena umanità delle donne proposte per gli altari. La santità della porta accanto.

È noto che in passato beate e sante, oltre essere oggetto di devozione, sono state anche strumenti per rafforzare identità (e potere) di comunità e popolazioni. Le loro virtù sono state raffigurate attraverso immagini e simboli iconografici non casuali: molti gigli per leggervi moralità e purezza, molte rose rosse simbolo di carità che può portare al martirio; spade per indicare una vita al servizio della fede.

Le sante di oggi sembrano tracciare percorsi nuovi: non sono eroine e non sono figure beatificate dopo abbondanti lasciti di famiglie facoltose. Non è, la loro, una santità funzionale al potere.

Sono donne normali, sia che abbiano avuto una vita laica o consacrata; sia che abbiano deciso di vivere lavorando, studiando, facendo le mogli, le madri, impegnandosi nella vita comunitaria, della Chiesa o civile; che siano state mistiche o donne calate nella quotidianità, a volte dura. E non di rado tra le loro virtù troviamo il senso dell’umorismo.

È importante che venga riconosciuto come oggi la santità femminile si esprima attraverso altre forme. È significativo che il modello di Chiesa che queste donne suggeriscono sia prima di tutto quello di una chiesa giusta.

In molti interventi di questo numero dedicato alle donne beatificate e canonizzate dall’ascesa al soglio di Pietro di Francesco si cita la Gaudete et exsultate, l’esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo con la quale il Pontefice sottolinea che si diventa santi vivendo le Beatitudini. Quindi, oggi, vivendo controcorrente.

«Cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova»: Francesco cita Isaia. Le donne, lo sosteniamo da sempre, sono in prima linea su questi fronti. ( dcm )