· Città del Vaticano ·

Il grido dell’Afghanistan

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21 agosto 2021

Un neonato afghano portato in braccio da un militare straniero al quale è stato affidato dai genitori in un gesto disperato affinché venga portato in salvo, lontano dal terrore dei talebani tornati al potere. L’immagine drammatica, ripresa all’aeroporto di Kabul, riassume con tremenda efficacia la condizione attuale di un intero Paese allo sbando, senza futuro, senza aiuti, alle prese con un cambio di regime che rischia di scatenare una pericolosa guerra civile. Il popolo dell’Afghanistan chiede aiuto alla comunità internazionale, che però appare incapace di gestire l’emergenza.

Questa situazione di caos e di paura è confermata dalla cronaca. I talebani stanno intensificando la caccia a quanti negli anni hanno lavorato e collaborato con gli Usa. Ieri è stato diffuso un video nel quale si vede
Haji Mullah Achakzai, capo della polizia della provincia di Badghis, vicino a Herat, ucciso brutalmente. L’uomo è bendato e in ginocchio, circondato dai ribelli. Poi arrivano le raffiche di mitra.

Intanto, migliaia di persone continuano ad “assediare” l’aeroporto di Kabul: ieri i militari statunitensi hanno usato i lacrimogeni per contenere la folla.