· Città del Vaticano ·

Spunti di riflessione

La grancassa vuota

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19 agosto 2021

A

i tempi di Gesù si erano talmente moltiplicati i precetti della Legge, che era aumentata anche la possibilità di non osservarli, aumentando le occasioni
di ipocrisia.
Secondo gli scribi e i farisei si può dire che davvero l’abito fa il monaco! Allora Gesù denuncia l’ipocrisia della distanza tra labbra che aderiscono a Dio, e cuore che invece è molto lontano da Dio.
Gesù ricorda che quello che rende impuro l’uomo viene dal suo interno, e si manifesta nei suoi comportamenti. Il male, l’impurità non stanno nelle realtà terrene, ma stanno dentro di noi, là dove noi affermiamo solo noi stessi e non riconosciamo gli altri.
Ciò che rende impuro l’uomo non è né il cibo, né la moda, né l’ambiente che lo circonda; l’impurità è sinonimo
di malvagità, e viene tutta
da un cuore meschino.
Dobbiamo saper andare all’essenzialità, alla limpidezza della coscienza. Ciò che conta, agli occhi di Dio, è il nostro cuore. I comportamenti religiosi devono esprimere la nostra realtà interiore, la verità della nostra coerenza e della nostra sincerità.
Guardiamoci dal fare le cose per essere visti dagli altri. Guardiamoci dall’ipocrisia, dall’apparenza, dalla finzione. Ricordiamo cosa dice la Bibbia: «L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore»
(1 Samuele 16, 7).

E riflettiamo su quanto diceva Maurice Materlinck: «Non bisogna fidarsi tanto delle apparenze: la grancassa riesce
a fare tanto rumore perché
è vuota».

Il Vangelo in tasca

Domenica 29 agosto, xxii del Tempo ordinario
Prima lettura: Dt 4, 1-2.6-8;
Salmo: 14;
Seconda lettura: Gc 1, 17-18.21b-22.27;
Vangelo: Mc 7, 1-8.14-15.21-23.

di Leonardo Sapienza