· Città del Vaticano ·

Cronache da una spaccatura

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19 agosto 2021
In gran parte della filmografia di Ermanno Olmi, nato a Bergamo il 24 luglio di 90 anni fa, centrale è il tema del lavoro. È evidente l’antimodernismo del regista, la denuncia di un’Italia cresciuta troppo in fretta in senso industriale, di un Paese strappato alle sue origini contadine e che inevitabilmente finisce per perdere la propria identità insieme ai suoi disorientati cittadini. Ma lo sguardo del regista non è solo sociale, è anche antropologico ed esistenziale, e in tal senso rivela un pessimismo profondo. Anche in condizioni non industriali o preindustriali, infatti, il rapporto dell’uomo con il lavoro non è idilliaco. Olmi guarda insomma non solo all’italiano dell’epoca del boom, ma anche all’homo faber, e lo vede imprigionato in una situazione in cui la fatica è fonte di ...

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