· Città del Vaticano ·

Allontanarsi per guarire

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10 agosto 2021
«L’orso se n’è andato da parecchie ore e io aspetto, aspetto che la foschia si diradi. La steppa è rossa, le mani sono rosse, il volto tumefatto e dilaniato è irriconoscibile. Come ai tempi del mito, a regnare è l’indistinto, e io sono questa forma incerta dai lineamenti scomparsi sotto gli squarci aperti del viso, ricoperta di umori e di sangue: è una nascita, visto che con tutta evidenza non è una morte». È il 25 agosto 2015 quando sulle montagne della Kamčatka, nell’estremo oriente russo, una donna e un animale incrociano i loro sguardi. Lui è un orso, lei è una giovane antropologa francese. Il corpo a corpo è violento. Lui è ferito, lei è sfigurata perché l’animale le ha strappato una parte di viso. È questo incontro, e ...

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