· Città del Vaticano ·

Quanto conta la matematica!

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09 agosto 2021

Uno dei motivi per cui guardiamo lo sport, qualsiasi esso sia, è la sua imprevedibilità. Vedere pronostici ribaltati, vedere un underdog emergere o assistere a vere e proprie favole ci esalta tanto quanto le imprese dei supercampioni. Quando questi “imprevisti” succedono su palcoscenici come quello olimpico, l’impresa si colora di un che di leggendario.

È proprio quello che è successo ad Anna Kiesenhofer, ciclista austriaca capace di domare l’estenuante prova in linea delle Olimpiadi di Tokyo battendo la corazzata olandese fatta di campionesse purissime. Il tutto grazie un azzardo ben calcolato.

L’importanza di saper fare i conti è sempre stata la grande specialità della Kiesenhofer, che a 30 anni è riuscita a portare avanti in parallelo gli studi matematici, in cui è giunta al perfezionamento post-dottorato, e il talento ciclistico. Non era una delle favorite alla griglia di partenza, sicuramente, ma non è neppure una sprovveduta: cinque volte campionessa nazionale austriaca, ciclista d’élite esperta delle corse contro il tempo, Anna è arrivata a Tokyo con tanta emozione ma anche un po’ di disappunto per non essere riuscita a classificarsi come crono-woman per la sua nazionale.

La capacità di sfidare il tempo nella gara in linea si è rivelata comunque fondamentale: al pronti-via, si è aggregata subito al gruppetto della fuga, lasciata andare tranquillamente dalle favorite nella convinzione — errata — che si trattasse di una “fuga bidone” che sarebbe poi stata riassorbita man mano. Il drappello di fuggitive si è effettivamente iniziato a disgregare più o meno intorno alla metà dei centotrenta chilometri del percorso olimpico, con le atlete che venivano man mano raggiunte dalle inseguitrici. Sono rimaste in tre, fin quasi alla fine, con pochi minuti di vantaggio e un gruppo che, nonostante la scarsa collaborazione in testa e la discutibile organizzazione della squadra olandese, sembrava sempre più vicino a fagocitarle.

Lo scatto improvviso di Anna Kiesenhofer, quasi un momento-Federer prestato al ciclismo, ha abbandonato le ultime due superstiti alla foga del gruppo, che le ha raggiunte poco dopo con la certezza di aver ricucito del tutto il gap con la testa; lei invece si è portata in solitaria alla linea del traguardo.

Tra le inseguitrici non c’è stata grande animosità, anzi: mentre la Kiesenhofer volava verso il traguardo indisturbata conservando due minuti abbondanti di vantaggio, la fatica dipinta sul volto e una pedalata scomposta, le favorite erano convinte di potersi giocare tutto nella volata finale, che c’è stata eccome a poca distanza dall’arrivo. Immaginate la delusione della quarta classificata Lotte Kopecky, convinta di aver vinto per un’incollatura la medaglia di bronzo e che invece ha scoperto di essere la prima delle sconfitte.

Anche a questo sarebbe servito far bene i conti.

di Filippo Simonelli