· Città del Vaticano ·

Il racconto

Il mercoledì dei piccoli

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04 agosto 2021

«Papa Francesco mio!»: i disturbi dello spettro autistico che avvolgono Andrea, 8 anni, non cancellano le sue purissime emozioni.

E se vedere il Papa in t v suscita in Andrea un’espressione di gioia... la felicità è stata irrefrenabile nell’incontrarlo di persona stamani, mercoledì 4 agosto, in aula Paolo vi , durante l’udienza generale.

Gioia e felicità contagiose — e anche sinonimo di speranza — per papà Annibale e mamma Daria che confida: «Come tutti i bambini autistici Andrea ha un’elevata emotività e un modo di esprimerla tutto speciale: incontrare il Papa sicuramente lo ha reso felice, carico di speranza e fiducia in se stesso».

Al suo “amico” Francesco ha portato in regalo un disegno e il cosiddetto “pumo”, simbolo tradizionale dell’artigianato pugliese.

Per Andrea — emozionato anche per il viaggio dalla sua Grottaglie — è una vacanza romana davvero speciale, organizzata a sua misura dall’amore dei genitori: appassionato di animali e attratto dalle espressioni artistiche, Andrea visiterà il Bioparco e i Musei vaticani.

Anche Salvatore ha 8 anni, ed è alle prese con una prova durissima, una malattia che gli sta impedendo di vivere spensieratamente la sua infanzia. Ma che non sta spegnendo il sorriso. E proprio il sorriso che esprime la sua travolgente voglia di vivere è il simbolo dell’associazione siciliana “I sorrisi degli ultimi”.

E stamani Salvatore ha sorriso a più non posso donando al Papa un cuscino e una bandiera con il logo dell’associazione. Una realtà, spiega il presidente Raffaele Baglieri, «che cerca, appunto, di regalare sorrisi ai bambini malati di tumore, donando giocattoli e momenti di spensieratezza». Ma «che cerca anche di sostenere le famiglie in difficoltà economica che devono lasciare tutto per far curare i propri figli». In tutta Italia.

L’associazione, racconta il presidente, «è nata su iniziativa di giovani famiglie di Noto che hanno deciso di trasformare le proprie lacrime in sorrisi. Sì, famiglie che, invece di piangersi addosso, sono scese in strada per aiutare concretamente i bambini ricoverati nei reparti di oncologia pediatrica». Aiuto concreto significa, ad esempio, «una cucina in una casa-famiglia o in un ospedale per far vivere un’atmosfera “calda”, organizzare un’attività di sostegno psicologico o uno spettacolo teatrale, magari con i clown».

Francesco ha anche voluto personalmente incoraggiare i sedici pellegrini arrivati in bici da Brno, in Repubblica Ceca, dopo aver percorso 1.430 chilometri. E l’incoraggiamento più grande — la “medaglia d’oro” si potrebbe dire in questa estate “olimpica” — lo ha riservato ai tre giovani con disabilità che hanno portato a termine il pellegrinaggio in handbike.

Il Papa ha poi voluto che fosse scattata una foto di gruppo con i ragazzi della iv a e della iv b della scuola primaria di Montalto Uffugo centro, in provincia di Cosenza. Sono venuti perché... un’alunna, Francesca D’Elia, ha scritto un tema sulla sua esperienza con il covid — che ha colpito lei e la mamma — per esprimere il suo “salto” dalla paura al coraggio, con pensieri tristi ma intrecciati di speranza, coinvolgendo così tutta la sua classe, raccontano il dirigente scolastico Teresa Mancini con le insegnanti Emanuela Bruno e Marina Prete.

Con una confidenza: «Abbiamo visto, da un anno a questa parte, gli sguardi dei bambini diventare tristi e meno luminosi del solito. Noi li incoraggiamo a sorridere anche dietro la mascherina e a confidare nel Signore: ogni mattina, prima di iniziare la lezione, un alunno ha rivolto, a modo suo, una preghiera a Gesù ed è un momento che tutti aspettano proprio per la spontaneità».

È con questo stile spontaneo di preghiera tra amici che — consapevoli del ruolo educativo della scuola, reso ancor più decisivo dalla pandemia — dirigente e docenti hanno accompagnato i ragazzi stamani nell’aula Paolo vi .

La comunità scolastica calabrese ha voluto anche esprimere, con il dono di una pergamena e di un’immagine del “loro” san Francesco di Paola, il proprio grazie al Papa per la sua testimonianza così chiara che, nei gesti e nel linguaggio, “arriva” ai ragazzi.

Particolarmente significativa, inoltre, la presenza di diciotto adolescenti che danno vita alla comunità dell’oratorio di Bovisio Masciago, nella provincia di Monza e Brianza in Lombardia. Un oratorio, fa presente don Mirco Motta, «vissuto come luogo di crescita e di servizio ai più piccoli». Ma per far bene questo servizio, aggiunge il sacerdote ambrosiano, serve «la fraternità e per rinsaldarla i giovani sono venuti insieme a Roma per incontrare il Papa».

Al termine dell’udienza — la prima dopo la pausa nel mese di luglio — il Pontefice ha salutato, tra gli altri, monsignor Elías Samuel Bolaños Avelar, vescovo di Zacatecoluca, a El Salvador, che gli ha donato un libro su sant’Óscar Arnulfo Romero.

di Giampaolo Mattei