· Città del Vaticano ·

Situazione al collasso

Bloccati gli aiuti nel Tigray

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30 luglio 2021

Addis Abeba , 30. È di vitale importanza, per scongiurare il collasso di una situazione già drammatica nella regione etiope del Tigray, l’apertura di canali per la consegna e distribuzione di aiuti umanitari alla popolazione. È quanto chiede in una nota l’ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha), specificando che al momento quasi 150 camion, carichi di cibo e altri beni di prima necessità, sono bloccati a Semera, capitale della vicina regione di Afar, «in attesa del nulla osta di sicurezza», mentre altri 44 sono partiti ieri per il Tigray.

Il 18 luglio scorso, si legge ancora nella nota, un convoglio di circa dieci veicoli del World food program (Wfp) è stato attaccato sull’unica strada che ancora consente la consegna di aiuti umanitari nel Tigray. Le razioni giunte l’ultima volta il 12 luglio a Mekele, capoluogo del Tigray, dureranno ancora per poche ore e presto mancherà cibo per circa 4.000 bambini. Il sottosegretario generale dell’Ocha, Martin Griffiths, ha iniziato ieri una visita di alcuni giorni in Etiopia, recandosi anche nella regione del Tigray per valutare in prima persona le sfide che gli operatori umanitari devono affrontare.

Intanto il conflitto tra ribelli del Fronte di liberazione del popolo del Tigray (Tplf) e soldati del governo federale si sta estendendo alle aree limitrofe. Pesanti combattimenti sono stati registrati nelle regioni degli Amhara e dell’Afar. In quest’ultima regione sono già oltre cinquantamila i civili sfollati.