· Città del Vaticano ·

Gli occhi del Papa
in quelli di Maria

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15 luglio 2021

C’è un gesto silenzioso che accompagna continuamente il ministero di Papa Francesco: il costante pellegrinaggio a Santa Maria Maggiore, per mettersi in preghiera davanti all’immagine della Salus populi romani. Ogni viaggio, ogni evento importante della Chiesa, o come è accaduto negli ultimi giorni ogni prova personale, Papa Francesco la porta ai piedi dell’immagine di Maria custodita nella Basilica mariana più antica al mondo. Gli occhi alzati verso l’icona, ricordano gli occhi di un bambino che fissa il volto della propria mamma. Ed è proprio così che il Papa ci ricorda che ogni alfabeto della fede, compresa la devozione mariana, è innanzitutto una relazione viva e vera con qualcuno di vivo e di vero. La misteriosa comunione dei santi che unisce la terra al cielo è ciò che fa da fondale a certi gesti, a certe scelte. L’immagine per un cristiano non è mai un idolo, ma una sorta di sacramentale che ravviva la memoria di un legame. Come accade sovente che una persona che si ritrova lontano da chi ama, tira fuori dalle sue cose un’immagine, una lettera, un oggetto della persona amata e attraverso di essa celebra nella lontananza un legame reso forte ancora di più dalla distanza, così per noi cristiani certi gesti ci ricordano di non essere soli, e di poter fare costantemente affidamento su qualcuno che ci ama. È innanzitutto Cristo questo Qualcuno che ci ama e che ci ha detto che rimarrà con noi sempre fino alla fine del mondo, e poi Maria, i Santi, i nostri cari defunti. Siamo immersi in una rete di relazioni. Non siamo soli. Guardando il Papa ci viene da domandarci se anche per noi è così. Se anche per noi è vera questa verità di non sapersi soli. Se anche noi abbiamo dei gesti che ci ricordano questa decisiva compagnia del cielo nelle cose di questa terra. Guardando il Papa ci domandiamo se anche per noi Maria è nostra Madre, e se approfittiamo di questo legame per poter prendere più sul serio il Vangelo e avere più coraggio nelle scelte della vita. Uscendo dal Policlinico Gemelli e facendo tappa a Santa Maria Maggiore, Papa Francesco ha voluto chiudere la parentesi di quei giorni con un gesto di gratitudine e forse anche di affidamento, non solo per se stesso ma anche per tutti quei volti e quelle storie che ha incrociato nei corridoi dei reparti dove si è recato in visita. In quella tappa mariana c’era certamente la gratitudine e la fiducia, ingredienti fondamentali per poter fronteggiare le sfide della vita. La gratitudine è la memoria del bene. La fiducia è la memoria di non bastare a se stessi. È tutta qui la postura dei discepoli.

di Luigi Maria Epicoco