· Città del Vaticano ·

L’esperienza di un meteorologo svizzero divenuto diacono permanente

Dalla Groenlandia al Vallese

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07 luglio 2021

L’esperienza di due mesi di traversata lungo le coste della Groenlandia da giovane, nel 1981, una formazione in meteorologia che ha aperto la strada alla sua attuale professione di collaboratore scientifico per il servizio ambientale del Vallese, in Svizzera: prestando attenzione al suo curriculum, si capisce perché Christian Thurre, ordinato diacono permanente il 27 giugno a Saillon, nella diocesi di Sion, intende svolgere la sua missione principalmente nel campo dell’ecologia integrale e della salvaguardia del creato, due tematiche sviluppate da Papa Francesco nella Laudato si’. In contatto con la natura e sensibile alle questioni ambientali, il 59enne è stato molto colpito dalla lettura dell’enciclica, dove l’uomo di scienze ha ritrovato le sue preoccupazioni riguardanti la crisi climatica. Una missione in perfetta sintonia con la sua attività professionale, che consiste nel valutare l’impatto sull’ecosistema di grandi progetti di costruzione nel Cantone. «Sono felice di poter coniugare la mia attività professionale con le mie profonde convinzioni», assicura il diacono permamente all’agenzia d’informazione Cath.ch. Perché è convinto che Dio si rivela non solo nella bellezza della sua creazione, ma anche «nella grandezza dell’uomo che ne prende coscienza».

Questa spiritualità legata alla natura, Thurre l’ha sviluppata in particolare nel corso della sua spedizione sulle coste della Groenlandia, con i suoi colleghi dei collegi di St-Maurice e di Sion. Lì, rimase bloccato per sette giorni in una zona costiera, oltre il Circolo polare artico, perché la nave che doveva venire a prenderli era stata danneggiata. In compagnia di un sacerdote e di un medico, Thurre ha pregato quotidianamente. In questi momenti in cui l’idea della morte è più presente che mai e la solidarietà umana è ciò che conta maggiormente, il giovane Christian ha instaurato un forte “rapporto di fiducia” con Dio, oltre che con i suoi compagni di spedizione.

Per la sua nuova missione come diacono, Thurre sta valutando l’idea di promuovere nel Vallese la rete svizzera «Eco Eglise», che incoraggia buone pratiche a favore dell’ambiente all’interno della Chiesa, il cui aspetto ecumenico non è secondario. «È tempo, credo, che tutte le confessioni cristiane si mobilitino per il creato — afferma — l’ecologia è anche un luogo prezioso dove possono incontrarsi e collaborare». Di fronte alle sfide attuali, è convinto che le Chiese debbano impegnarsi in nome dei valori in cui credono. «Come esprime Papa Francesco nella Laudato si’, i cristiani possono sviluppare nella società l’idea che l’uomo debba essere per la natura non un predatore, ma “un amministratore responsabile”».

Per adesso, dato che Thurre continuerà a lavorare a tempo pieno presso il servizio ambientale del Vallese, il suo diaconato consisterà piuttosto nell’«essere» che nel «fare», precisa. Attualmente, insieme alla moglie, si occupa di alcune missioni per le parrocchie di Sion, come le serate di preparazione ai battesimi, prevedendo di poter sviluppare pienamente le sue attività a servizio della Chiesa una volta in pensione. L’ordinazione diaconale non è un traguardo ma un inizio, tiene a precisare.

di Charles de Pechpeyrou