· Città del Vaticano ·

Un’analisi comparata nel libro di Angelo Rinella

Diritto islamico
e occidente

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
06 luglio 2021

Il libro di Angelo Rinella, La shari’a in Occidente. Giurisdizioni e diritto islamico: Regno Unito, Canada e Stati Uniti d’America (il Mulino, Bologna 2020, pagine 340, euro 27.00), è pregevole sotto diversi aspetti. Prima di tutto perché permette «di orientarsi» su problematiche complesse «che risentono fortemente della sensibilità dell’opinione pubblica riguardo al fenomeno migratorio e alle polemiche di accoglienza e integrazione». In secondo luogo perché, con sapienza, non propone di risolvere i problemi in modo magico o, peggio ancora, ideologico. Per questo avverte subito, e la storia lo ha ampiamente dimostrato a partire già dal mondo romano, che l’incontro «tra culture e tradizioni diverse si risolve gradualmente con l’assimilazione al modello culturale dominante». Solo così la «società ospite resta libera da squilibri e tensioni sociali e i migranti possono aspirare a un riconoscimento di ruolo».

Si tratta del modello assimilazionista, uno dei tanti considerati dall’autore oltre a quello funzionalista, che risponde a concezioni economiche, a quello multiculturalista, che cerca di rispondere al problema delle identità, sino al modello transnazionale che, tramite il dialogo, cerca la promozione di una nuova cultura in vista di una concreta e pacifica convivenza. Che problematiche costituzionali determinano simili approcci e, ovviamente, l’ultimo in particolare? Lo studio vuole rispondere a questo interrogativo partendo da un’analisi concreta e comparata occupandosi di tre Paesi che, da tempo, hanno cercato di risolvere il problema: Regno Unito, Canada e Stati Uniti d’America.

I due capitoli precedenti l’analisi comparata analizzano due tematiche che fungono da premessa ai casi studio esaminati. Uno riflette sul pluralismo giuridico, religioso e giurisdizionale messo in atto in Europa nei confronti dell’Islam. Interessanti, in tale contesto, sono le considerazioni sulla controversa categoria del pluralismo giuridico e le sue intersezioni con il pluralismo religioso. L’altro approfondisce la questione della shari’a considerandola attraverso la Risoluzione n. 2253 dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa sino alla istituzionalizzazione dell’Islam in Occidente. Stimolanti i riferimenti al caso Refah Partisi vs Turchia, che, al di là di tutto, rimane il Paese cerniera tra Europa e mondo islamico.

Il cap. iv è l’asse centrale dell’intera ricerca. Non solo perché il mondo britannico si è dovuto storicamente confrontare con la visione islamica, ma soprattutto perché la forte migrazione, generatasi dalle colonie, ha determinato una presenza notevole all’interno del Regno Unito. Rinella non si nasconde la criticità delle questioni aperte, ma è convinto che «la presenza di tribunali islamici e la loro opera di graduale e misurato adattamento del diritto islamico al contesto ordinamentale britannico sembra un fenomeno rivolto ad ampliare il terreno di incontro tra le due culture».

Diversa l’angolatura di analisi del Canada. Di rilievo le considerazioni e le differenze, in questo Stato federale, tra le corti del Québec e quelle dell’Ontario, soprattutto in un Paese che fa «del multiculturalismo un pilastro del proprio ordinamento». Su questi presupposti, l’esperienza mira «a consolidare una giurisprudenza, costruita caso per caso, nel tentativo di assicurare la certezza del diritto», che poi è quello che garantisce libertà e stabilità delle azioni legali.

Gli avvenimenti, anche politici, hanno irrigidito la questione negli Usa. Molti sono i contrasti tra la legislazione interna e il diritto islamico. Si può però prevedere che un prossimo e auspicabile rasserenamento potrà comportare nuove modalità di incontro in uno Stato che fa del multiculturalismo e delle minoranze il suo presupposto valoriale.

In conclusione il lavoro si presenta davvero denso e qualunque riassunto finirebbe per impoverirlo perché sembra costituire un imprescindibile studio per quanti vorranno, in futuro, addentrarsi in simili tematiche.

di Rocco Pezzimenti